Centrafrica

Le autorità della Repubblica Centrafricana e 14 gruppi armati che partecipano ai negoziati di pace hanno raggiunto un accordo sabato a Khartoum, ma la prima firma, prevista ieri nella capitale sudanese, è stata rimandata a martedì.

I negoziati tra la maggior parte delle milizie, che controllano l’80% del territorio, e il governo di Bangui, sono in corso dal 24 gennaio. Uno dei nodi cruciali è stata l’amnistia per i signori della guerra, già indagati dalla Corte penale internazionale.

Il nuovo accordo – l’ottavo -, dovrebbe istituire un comitato di controllo per cercare di stabilire la pace in un paese devastato dal conflitto civile, iniziato nel dicembre 2012. Non si conoscono ancora i dettagli ma, secondo diverse fonti, il testo affronta questioni altamente sensibili come l’amnistia, la creazione di un governo di unità nazionale e di brigate miste per la sicurezza.

Prima della firma formale a Bangui, l’accordo deve essere siglato dalle parti interessate a Khartoum. La cerimonia è stata posticipata a martedì a causa di una battuta d’arresto nei calendari dei capi di stato che devono presenziare. Oltre al presidente centrafricano Faustin-Archange Touadéra, è particolarmente rilevante la presenza del sudanese Omar al-Bashir e del ciadiano Idriss Deby, la cui influenza è considerata essenziale per il successo del processo.

Giovedì intanto, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha concordato un possibile allentamento dell’embargo sulle armi entro settembre, se il paese compirà progressi in settori quali la riforma della sicurezza e la gestione delle sue armi. Il comitato per le sanzioni ha già concesso diverse esenzioni – a beneficio di Russia e Francia, prevalentemente – per consentire le spedizioni di armi destinate all’esercito.
L’embargo è stato imposto nel 2013, dopo che l’allora presidente eletto Francois Bozizé (cristiano) fu rovesciato dai ribelli musulmani Seleka. (Radio france Internationale / Reuters)