Centrafrica

Nel suo recente rapporto, il gruppo di esperti delle Nazioni Unite traccia un quadro quadro estremamente documentato e inquietante della situazione nella Repubblica Centrafricana, descrivendo un paese che vive sotto il controllo di gruppi armati, al di fuori della capitale, Bangui, con un numero di sfollati altissimo ed in costante aumento a causa degli scontri a fuoco. Il gruppo di monitoraggio evidenzia anche l’esistenza di un fiorente traffico di armi tra il Centrafrica e la Repubblica democratica del Congo (RdC).

Al centro del commercio il fiume Oubangui, barriera naturale tra i due paesi, luogo ideale per contrabbandieri e mercenari, dai quali i miliziani Seleka e Anti-Balaka traggono grandi vantaggi.

Lo scorso gennaio l’Unione per la pace in Centrafica (Upc), milizia guidata dal Ali Darass che controlla parte del sudest centrafricano, avrebbe ricevuto non meno di 18.000 munizioni provenienti da Yakoma, nella RdC. Lo scorso aprile, più di 11.000 cartucce sono state trovate nei negozi di Bangassou. Tutti i proiettili, fa sapere il rapporto, provengono dalla Manufacture d’armes et de cartouches du Congo (Macc), fabbrica che si trova a Pointe-Noire, nel vicino Congo Brassaville.

La relazione delgruppo di esperti dell’Onu evidenzia anche tentativi di incursione di mercenari centrafricani nella RdC. Il Centrafrica viene quindi definito come una base di reclutamento per le operazioni militari sul lato opposto del fiume. (Rfi)