L'appello

Saccheggi e violenze continuano a colpire la popolazione centrafricana, mentre la comunità internazionale rimane indifferente. L'appello di organizzazioni e associazioni al Governo italiano e alle istituzioni internazionali.

Si aggrava ogni giorno sempre di più l’emergenza umanitaria che colpisce la Repubblica Centrafricana. A distanza di tre mesi dal golpe messo in atto a Banguì dai ribelli della coalizione Seleka, la popolazione rimane abbandonata a se stessa, priva di assistenza umanitaria a causa dell’insicurezza e delle violenze che proseguono in tutto il paese, di fronte all’indifferenza della comunità internazionale.

Lo ha denunciato in un rapporto pubblicato ieri Medici Senza Frontiere (Msf): «Durante l’offensiva delle forze Seleka – scrive l’organizzazione – ospedali e centri sanitari sono stati saccheggiati e il personale medico è fuggito. Senza medici, farmaci e materiale sanitario, la maggior parte delle persone nella Repubblica Centrafricana non ha accesso all’assistenza medica».

Le recenti violenze si sommano ad un’emergenza preesistente, aggravata, peraltro, dalla scarsità di risorse finanziarie: «Del totale dei fondi richiesti a marzo 2013 dalle agenzie delle Nazioni Unite e dalle organizzazioni non governative –  denuncia, infatti, Msf – finora è stato erogato solo il 31%».

Per rompere il silenzio sceso sulla crisi umanitaria, Caritas tarvisina, Cooperazione internazionale, Emergency, Medici senza frontiere, Comunità S. Egidio, Avi, I Care, Associazione volontariato San Martino, Amici per il Centrafrica, Amici per l’Africa, Associazione medica Madre Teresa, Solidara onlus, Missionari comboniani, Francescane missionarie del Sacro Cuore, Centro missioni frati cappuccini liguri, hanno lanciato un appello al Governo italiano e alle istituzioni europee perché si dia corso ad un’azione diplomatica volta a porre fine alla crisi centrafricana.

 

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