Centrafrica

Uomini della Croce Rossa locale hanno rinvenuto 115 corpi nella città diamantifera di Bangassou, nel sud della Repubblica Centrafricana, lungo il confine con la Repubblica democratica del Congo. Martedì l’Onu aveva parlato di 26 morti, ma il conteggio, evidentemente, non era stato completato.
Gli operatori sanitari hanno perlustrato la città dopo diversi giorni di combattimenti tra milizie che hanno costretto circa 2.750 civili a fuggire oltre confine.

Una battaglia per il controllo della città che segna una nuova escalation in un conflitto iniziato nel 2013 quando i combattenti musulmani Seleka hanno deposto il presidente Francois Bozize, provocando la reazione armata delle milizie cristiane anti-Balaka. I recenti combattimenti si sono concentrati nelle zone centrali e meridionali del paese, ricche di diamanti.

Durante lo scorso fine settimana centinaia di milizie dotate di armi pesanti hanno preso il controllo di Bangassou. Con un dispiegamento di truppe a terra e attacchi aerei, i soldati della missione Onu (Minusca) sono però riusciti a riconquistarne, lunedì, i punti strategici, ha dichiarato ieri il portavoce, Herve Verhoosel.

Il giorno prima l’Alto commissariato Onu per i diritti umani, aveva espresso “grande preoccupazione” per l’escalation di violenze nel paese.

Nella città centrale di Bria gli scontri tra milizie hanno ucciso cinque persone e si sta cercando di verificare la morte di circa 100 persone nella città di Alindao. (Reuters)