PAROLE DEL SUD – aprile 2010
Giampietro Baresi

La sigla Cf, seguita dalla data dell’anno in corso, è un marchio registrato nella chiesa del Brasile. Significa “Campagna di fraternità” ed è una iniziativa della chiesa cattolica, che si ripete dal 1964 in tempo di Quaresima. L’obiettivo è sempre lo stesso: richiamare e programmare l’impegno sociale del cristiano, come segno concreto di conversione.

Ogni anno viene proposto un tema di studio, di riflessione e di azione. Si tratta di un tema molto concreto e attuale, a volte volutamente polemico.

Da tre anni, la Campagna di fraternità è ecumenica: oltre alla chiesa cattolica, vi partecipano altre quattro chiese, riunite nel Consiglio nazionale delle chiese cristiane (Conic).

Il tema di quest’anno è “Economia e vita”. Lo slogan scelto: «Non potete servire Dio e il denaro» (Mt 6,24). Queste parole del Vangelo stanno orientando il cammino delle comunità cristiane verso la Pasqua.

Stralcio dal documento che ispira la Campagna alcune affermazioni che considero centrali. «Obiettivo generale della Campagna è collaborare alla promozione di una economia a servizio della vita». Una delle strategie suggerite per raggiungere l’obiettivo: «Denunciare la perversità di ogni modello economico che cerchi in primo luogo il guadagno, senza preoccuparsi delle disuguaglianze, della miseria, della fame e della morte».

Ancora: «La società capitalista è interessata al guadagno a ogni costo. Il nostro è un mondo autosufficiente, chiuso a qualunque considerazione etica sulla vita, sulla salvaguardia del creato, sulla giustizia e sulla speranza cristiana. (…) Basta notare come, in occasione delle ricorrenti crisi del capitalismo, la discussione dominante si riduce sempre a questioni quali: Che correzioni bisogna fare per salvare il capitalismo e regolare il mercato? Quanto posso guadagnare con il minore investimento possibile, nel più breve tempo e con le maggiori opportunità di aumentare il mio potere di competizione e accumulazione?».

La citazione di una frase di san Basilio Magno pone il sigillo alla sentenza senza appello su questa economia di morte: «Chi accumula più del necessario, commette un crimine».

Qual è il risultato di quaranta giorni di riflessione sul tema proposto e di impegni concreti? Tradizionalmente, le Campagne di fraternità propongono temi molto impegnativi, anche se i risultati sono spesso alquanto limitati. Negli ultimi anni, poi, tutto è diventato più difficile. È venuta meno la grande forza che veniva dalle Comunità ecclesiali di base (Ceb), oggi indebolite – quasi svilite – dall’ondata restauratrice che si è abbattuta sul mondo cattolico.

C’è una seconda novità negativa: è stata interrotta la decennale tradizione di usare, durante la Quaresima, i canti della messa per trasmettere il messaggio della Campagna. Ce n’erano sempre di nuovi e diventavano subito molto popolari. Qualche anno fa, il ritornello di un inno quaresimale diceva: «Elevi la tua preghiera a Dio, ma poi lo opprimi nell’operaio, che ha diritto a un buon lavoro e a un giusto salario». Per la Campagna di fraternità di quest’anno, invece, ci sono solo canti “spirituali”, composti per non turbare gli orecchi dei fedeli.

C’è solo da augurarsi che in Brasile, come in ogni altra parte del mondo, non venga mai meno chi abbia il coraggio di trasmettere fedelmente la Parola di Dio. Una Parola che è sempre molto chiara e capace di scuotere le coscienze: «Mangerai il pane con il sudore della tua fronte» (Gn 3,19a).

Non troviamo certo nella Bibbia un versetto che dice: «Aumenterai il tuo capitale con il sudore, il sangue e la vita del tuo prossimo». Al contrario, le pagine dei profeti sono piene di condanne contro questa pratica, che oggi è sempre più imperante.