LE PRIME CREPE NELLE TERRE SOTTRATTE – DOSSIER DICEMBRE 2018

Se non è chiaro chi possa guadagnare da piantagioni poco produttive è evidente come alcuni soggetti possano trovare profitto ricevendo incentivi, compensando emissioni o ripulendo soldi sporchi.

Nonostante molti accordi non arrivino alla fase pratica (o quando ci arrivano in molti casi vedono ridimensionato il terreno a disposizione), il fenomeno delle concessioni terriere non accenna a diminuire. Tra il 2016 e il 2017 è risultato in crescita. Evidentemente se continuano a esserci nuove proposte di accordi, il business della terra risulta ancora vantaggioso. Ma per chi?

I dati approfonditi da Land Matrix fanno emergere come nel settore agricolo africano ci sia una presenza predominante di compagnie europee e nell’area orientale si concentrino gli investitori provenienti dagli emirati arabi. Gli investimenti africani, poi, sono dominati dal settore privato e, in molti casi, sono frutto di joint venture con compagnie locali, a volte direttamente controllate dal governo del paese target.

Gli investitori africani per il 45% puntano sulla loro regione di origine invece di andare in altri paesi o in altri continenti. L’analisi mostra anche una tendenza maggiore alle partnership quando l’obiettivo è la produzione di biocarburanti, in misura minore quando si tratta di una piantagione agricola.

Le speculazioni dei fondi

Tra i soggetti investitori appaiono, in numero inferiore rispetto ai privati, anche gli stati stessi o i fondi di investimento, che, secondo Land Matrix, prediligono l’acquisizione diretta delle terre per funzioni speculative. Per alzare o abbassare i prezzi dei beni alimentari o delle terre. Questi soggetti controllano circa il 9% di tutti gli accordi terrieri tracciati dal database.

I fondi di investimento, però, si nascondono anche nella complessità societaria dei soggetti privati che operano nel settore terriero. Le compagnie internazionali si avvalgono di partecipate locali e si inseriscono in un articolato sistema di controllo, holding e aziende quotate: strutture opache, difficilmente rintracciabili e, in alcuni casi, con sede in paradisi fiscali.

A operare sul terreno sono anche soggetti statali. Compagnie possedute completamente dai governi o solo in parte, fondi sovrani o fondi di investimento statali. Più spesso il loro operato si nasconde dietro agli investimenti diretti, al sostegno ai privati e alle politiche a favore dell’espansione dei profitti oltremare.

Gli obiettivi

Ma su che cosa puntano gli investitori che ottengono terre in concessione? Nella maggior parte dei casi l’obiettivo è…

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Nella foto: dei frutti delle piante di olio di palma, tra le coltivazioni più diffuse in Africa e uno dei primi fattori di distruzione delle foreste.

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