Ciad

Il presidente del Ciad, Idriss Déby Itno – al potere da 28 anni – potrebbe rimanere alla guida del paese fino al 2033 e ottenere maggiori poteri, grazie alle modifiche costituzionali raccomandate da una conferenza nazionale sulla riforma delle istituzioni, conclusa martedì e boicottata dall’opposizione e dalla società civile.

Il Forum di due settimane ha riunito circa 800 politici, dirigenti d’impresa e capi tradizionali. Nelle raccomandazioni conclusive c’è l’eliminazione del posto di primo ministro e la creazione di un sistema presidenziale. Si propone inoltre di ristabilire un limite al mandato presidenziale – abolito con un referendum nel 2005 -, di introdurre un termine di sei anni anziché quinquennale, limitato ad un massimo di due termini, con efficacia a partire dalle prossime elezioni, nel 2021. La riforma permetterebbe comunque a Deby, che nel 1990 salì al potere con un colpo di stato, di rimanere ancora al suo posto fino al 2033, quando avrà 81 anni. Le proposte della conferenza dovrebbero essere riprese dal parlamento.

Prima delle elezioni del 2016, Deby si era impegnato a ripristinare i limiti di durata del mandato presidenziale, in controtendenza rispetto a molti suoi colleghi (come Rwanda, Burundi, Congo) che li hanno invece rimossi per rimanere in carica più a lungo.

Il leader dell’opposizione, Saleh Kebzabo, ha detto che dopo le frodi elettorali del 2016, Déby sta attuando oggi “un nuovo colpo di stato”, pensando di essere un “semidio”. “È arrivato ad uno stadio in cui la concentrazione del potere nelle sue mani non è più sufficiente, che si evolve verso ciò che gli africani chiamano il “semidio”. E’ un sistema presidenziale che va verso la monarchia poiché non c’è più responsabilità di fronte al parlamento» ha detto Kebzabo.

Il Ciad, alleato delle nazioni occidentali nella lotta contro i gruppi jihadisti armati dell’Africa occidentale e centrale, ha dovuto affrontare una raffica scioperi e proteste negli ultimi mesi per la crescita dei problemi economici della popolazione, causati dai bassi prezzi della sua principale esportazione, il petrolio. (RFI / Africanews)

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