Ciad

Due giorni dopo gli attentati suicidi nella capitale ciadiana N’Djamena, che hanno provocato la morte di 33 persone, l’indagine in corso per la cattura dei responsabili ha portato all’arresto di diversi sospetti. Il governo ciadiano ha accusato sin da subito gli estremisti islamici di  Boko haram, contro i quali combatte assieme a Nigeria , Niger e Camerun. Per motivi di sicurezza, le autorità hanno deciso anche di vietare di indossare il velo integrale (burqa).

Non a caso il presidente ciadiano Idriss Deby, era stato molto duro dopo la notizia degli attentati. “Quest’azione non resterà impunita, gli autori risponderanno dei loro atti” aveva annunciato.

Dalle telecamere di sorveglianza si è appreso che gli autori dell’attentato alla stazione di polizia centrale e alla direzione della Pubblica Sicurezza non erano una moto, ma a piedi. La moto trovato sulla scena dell’incidente appartiene a un cittadino che stava lasciando la stazione di polizia, al momento dell’esplosione.

Le immagini hanno permesso anche l’indentificazione della provenienza dei due attentatori suicidi. Gli investigatori hanno concluso che sono venuti dalla regione del Lago Ciad vicino alla Nigeria.

Sono stati inoltre identificati i proprietari dei veicoli che sono esplosi vicino l’accademia di polizia. “Stiamo facendo passi avanti”, ha detto un investigatore.

“Abbiamo prove e abbiamo iniziato le indagini. Ci sono persone che sono state fermate ed interrogate. Gli interrogatori sono ancora in corso. E alcuni volontari vengono anche darci informazioni” ha affermato  Abderahim Brema Hamid, ministro della Pubblica Sicurezza.

Oltre ai posti di blocco e pattuglie di polizia, le autorità hanno stabilito il divieto di indossare il burqa e turbanti per motivi di sicurezza. 

Lo ha annunciato il primo ministro Kalzeube Pahimi Deubet rivolgendosi a un gruppo di leader religiosi alla vigilia del Ramadan e utilizzando genericamente il termine “burqa” per riferirsi a qualsiasi indumento che lasci scoperti solo gli occhi. La pratica di “indossare il burqa deve cessare immediatamente da oggi, non solo i luoghi pubblici e scuole ma nell’intero paese”, ha dichiarato il primo ministro. 
Le forze di sicurezza hanno ricevuto l’ordine di “sequestrare e bruciare” tutti i veli integrali in vendita sul mercato.

Nel frattempo azioni di rappresaglia delle forze militari ciadiane contro gli estremisti nigeriani di Boko haram, ritenuti responsabili degli attentati anche se non sono stati ancora rivendicati, non si sono fatte attendere. È di ieri sera la notizia che l’esercito ha effettuato una spedizione punitiva contro le posizioni di Boko haram in Nigeria. Gli elicotteri hanno colpito almeno sei basi, causando “molti danni umani e materiali.” secondo quanto riferito. (Rfi)