Ciad

La severità della requisitoria era prevedibile. Ha chiesto l’ergastolo per Hissene Habré la procura del tribunale speciale istituito in Senegal per processare l’ex presidente ciadiano per crimini di guerra.

È stato il procuratore Mbacké Fall a chiedere la massima pena prevista dallo statuto delle Camere africane straordinarie (Cae).

Habré è accusato di aver ordinato l’uccisione di non meno di 40 mila persone durante il proprio periodo al potere nel 1980. L’ex presidente ciadiano si è tuttavia sempre detto innocente e si è rifiutato di riconoscere la legittimità della corte.

Secondo i pubblici ministeri, ci sarebbero prove e testimonianze sufficienti sui principali episodi di repressione che si sono verificati in Ciad durante il regno dell’ex presidente (1982-1990) e anche per verificare i tre reati di cui è accusato Habré: crimini contro l’umanità, crimini di guerra e tortura.

Il procuratore generale ha anche chiesto alla corte di condannare l’imputato per stupro e altre violenze sessuali, viste le testimonianze di molte donne durante il processo che hanno detto di aver subito abusi. Oltre al carcere a vita, è stata chiesta anche la confisca di tutti i beni dell’ex-presidente.

Quello in corso a Dakar con il sostegno dell’Unione africana è il primo processo nei confronti di un leader africano che ha luogo in un paese terzo. Il processo arriva dopo 25 anni dalla deposizione di Habré ad opera di un colpo di stato guidato dall’attuale presidente, Idriss Deby Itno.

Dopo la caduta del suo regime, l’ex capo di stato ciadiano è fuggito in Senegal, dove è stato arrestato per la prima volta nel 2000. Da allora Dakar ha rifiutato di perseguire l’ex dittatore fino all’elezione a presidente di Macky Sall, nel 2012. Nello stesso anno la Corte penale internazionale ha ingiunto al Senegal di perseguire o estradare Habré. (Jeune Afrique)

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