Ciad / Elezioni

Si sono svolte ieri in un clima di relativa calma le votazioni per il primo turno delle elezioni presidenziali in Ciad, dove quasi sei milioni di elettori sono stati chiamati a votare per eleggere un nuovo presidente.

Sono 13 i candidati in lizza, tra cui il presidente uscente Idriss Deby che cerca il suo quinto mandato ed è alla guida del paese da 26 anni.

I seggi sono stati aperti dalle 7 del mattino fino alle 18. Gli elettori hanno votato in maniera sostanzialmente pacifica, tranne alcuni rari casi isolati, per via anche del massiccio dispiegamento delle forze dell’ordine nei pressi dei seggi elettorali.

Internet, che è ampiamente utilizzato dalle opposizioni, è stato reso inservibile già dalla mattina per motivi di sicurezza come anche il servizio di sms.

Come reso noto dalla Commissione elettorale nazionale indipendente (Ceni), i risultati provvisori sono attesi non prima di 15 giorni, ma non è escluso che si possano avere prima. Non è stata invece fissata alcuna data per un eventuale secondo turno.

Il presidente Deby è ampiamente favorito per la vittoria finale. Detenendo il potere negli apparti politici da più di vent’anni, il suo partito il Mouvement patriotique du Salut (MPS) ha maggiori risorse in termini di risorse e di mezzi rispetto ai concorrenti. Il suo principale avversario è il leader dell’opposizione, Salem Kebzabo, candidato dell’Unione nazionale per lo sviluppo e il rinnovamento (Unir).

Il Ciad è un paese classificato dall’Onu tra i cinque più poveri del mondo. Nonostante le risorse di petrolio, il cui sfruttamento è iniziato nel 2003, metà della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà e il 70% resta analfabeta. (Jeune Afrique)

La stabilità del Ciad è estremamente importante perché il paese si trova al centro della lotta al terrorismo. Il gruppo terrorista nigeriano Boko Haram ha compiuto una serie di attacchi in territorio ciadiano nel corso dell’anno passato. Il governo di N’Djamena, non a caso partecipa a una coalizione militare assieme a Nigeria, Camerun e Niger che ha come obiettivo proprio quello di combattere gli estremisti islamici. Quello ciadioano è uno degli eserciti più preparati nella regione.

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