Ciad / Israele

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu visiterà prossimamente il Ciad per stabilire formali relazioni diplomatiche tra i due paesi. Lo ha annunciato ieri il suo ufficio, al termine della visita del presidente ciadiano Idriss Deby a Gerusalemme, la prima di un leader del paese che aveva rotto i rapporti diplomatici con Israele nel 1972.

“I due hanno discusso delle minacce condivise e della lotta contro il terrorismo, di una maggiore cooperazione tra le nazioni nei settori dell’agricoltura, contro il terrorismo, la sicurezza delle frontiere, la tecnologia, l’energia solare, l’acqua, la salute e altro”, si legge nella dichiarazione. «Abbiamo discusso … dei grandi cambiamenti che stanno avvenendo nel mondo arabo nelle sue relazioni con Israele», ha detto Netanyahu, aggiungendo che ci saranno presto altre visite nei paesi arabi.

Deby ha definito l’incontro «storico» per entrambi i paesi ma ha aggiunto anche che il rinnovo dei legami «non è qualcosa che possa far scomparire la questione palestinese».

Il Ciad è un paese a maggioranza musulmana che, come la maggior parte dei paesi musulmani, o arabi, non ha legami formali con Israele, da cui ha mantenuto le distanze dopo l’occupazione dei territori palestinesi nella guerra del Medio Oriente del 1967. Ma Alcuni paesi musulmani sunniti si sono avvicinati a Gerusalemme negli ultimi anni, a causa di preoccupazioni condivise sull’aumento del potere sciita dell’Iran. Attualmente Israele mantiene rapporti diplomatici con 32 dei 54 paesi del continente.

Una fonte ha riferito all’agenzia Reuters che la visita è stata incentrata sulla sicurezza, aggiungendo che Israele ha fornito all’esercito del Ciad armi ed equipaggiamento militare quest’anno. Il Ciad – da due anni alle prese con un grave crisi economica e sociale – è uno dei numerosi stati impegnati contro il gruppo juhadista Boko Haram nell’area del Lago Ciad e i terroristi del JNIM nel Sahel. (Reuters / Al Jazeera)

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