Le violenze al confine con il Sudan
A pochi mesi dalla stretta di mano tra il presidente sudanese Omar Hassan El Bashir e il presidente ciadiano Idriss Deby, scoppiano ancora una volta le violenze nell’est del Ciad, vicino al confine con il Sudan. Oltre 100 i morti e un’ottantina i feriti negli scontri tra esercito e ribelli, avvenuti nei giorni scorsi.

Sono almeno 105 i morti negli scontri che si sono verificati a più riprese, nell’ultima settimana, nelle regioni orientali del Ciad, al confine con il Sudan, tra gruppi ribelli e soldati dell’esercito regolare.

A renderlo noto sono stati i responsabili governativi secondo cui l’esercito avrebbe fatto almeno un’ottantina di prigionieri tra i combattenti ribelli, che si battono contro il presidente Idriss Deby Itno.

Nessun commento o conferma dell’accaduto è stata finora diffusa da parte dei ribelli che avrebbero ripiegato – sempre secondo le informazioni diffuse dal governo, nei pressi di Tamassi, lungo il confine sudanese.

Nel febbraio scorso i governi di N’djamena e Khartoum avevano messo fine alle annose dispute relative all’instabilità dei territori della frontiera comune, con accordi che prevedono la fine del sostegno di ciascun governo alla ribellione armata nel paese vicino.

Le violenze di questi giorni avvengono, inoltre, a poche settimane dall’annuncio di una diminuzione (da 5.000 a 1.900 unità) della presenza dei caschi blu dispiegati nell’est, scenario di una grave crisi umanitaria