Ciad

Il governo del Ciad ha sospeso per due mesi ieri le attività di 10 partiti di opposizione per “disturbo dell’ordine pubblico” e “incitamento alla violenza”, in seguito al sostegno dato ai sindacati, organizzatori di una protesta di massa sulle misure di austerità imposte di recente.
Le autorità hanno anche annunciato alla radio che una marcia programmata per oggi da gruppi della società civile, sindacati e politici dell’opposizione è stata vietata per motivi di sicurezza.

Per evitare la bancarotta e raggiungere gli obiettivi imposti dal Fondo monetario internazionale (Fmi) per ottenere gli aiuti economici necessari, il governo sta tagliando i salari dei dipendenti pubblici e aumentando le imposte sul reddito.

Lo scorso giugno il Fmi ha aperto una linea di credito di 312 milioni di dollari (254 milioni di euro). Secondo una fonte informata – riferisce Africanews – per ottenere una seconda tranche di credito il Ciad deve migliorare le proprie finanze statali e concludere trattative con il commerciante di materie prime Glencore su un debito di 1,45 miliardi di dollari.

Due anni di grave recessione, aggravata dal crollo dei prezzi del petrolio e dai recenti tagli alla spesa, ha aumentato la tensione sociale e la rabbia contro il presidente Idriss Deby, che è al potere dal 1990.

In seguito alle politiche di austerità, il 29 gennaio i sindacati hanno avviato uno sciopero generale a tempo indeterminato nel settore statale, seguiti da scioperi nel settore privato lunedì e martedì scorsi. La marcia di martedì è stata dispersa dalla polizia, causando feriti, secondo l’opposizione. (Africanews / Rfi)

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