Ciad

Il Ciad annuncia l’arresto per chi indossa il velo integrale. La decisione è stata presa il giorno dopo che un attentatore del gruppo nigeriano Boko haram, travestito da donna con il burqa, si è fatto esplodere in un mercato di N’Djamena, la capitale del Ciad, uccidendo 17 persone e ferendone ottanta. In città è stata rafforzata la sicurezza e sono stati schierati agenti e soldati.

L’aggressore, travestito da donna e con il volto coperto dal velo integrale, ha fatto esplodere a N’Djamena la cintura esplosiva che indossava non appena è stato fermato per i controlli di sicurezza all’ingresso del principale mercato della città.

L’attacco dell’attentatore si pensa possa essere parte dell’ondata di violenza organizzata dai combattenti di Boko haram, dalla vicina Nigeria, in rappresaglia per il coinvolgimento del Ciad nella lotta contro il gruppo. 

Alla fine di giugno, altri due attentati suicidi a N’Djamena hanno ucciso 11 persone, tra cui cinque agenti di polizia. 

Dopo l’attacco, il Ciad ha annunciato il divieto di indossare il velo integrale in tutto il paese nel tentativo di prevenire gli attacchi suicidi, anche se tale misura non è stata ancora applicata rigorosamente. La sicurezza è stata rafforzata in tutta la capitale con polizia e soldati dispiegati in tutti i settori, intersezioni, mercati e moschee.

Finora il conflitto ha ucciso almeno 15mila persone dal 2009 e causato più di 1,5milioni di rifugiati.  (Al Jazeera)

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