Mozambico / Malawi / Zimbabwe

Si sta palesando in Africa sud-orientale la devastazione provocata dal passaggio del ciclone Idai che si è abbattuto giovedì sulle coste del Mozambico, per proseguire il suo cammino su Malawi e Zimbabwe.

Ieri, il presidente mozambicano Filipe Nyusi ha annunciato che il numero di morti potrebbe superare i 1.000, anche se per ora sono confermate “solo” 89 vittime. Dopo aver sorvolato le zone più colpite, dove due fiumi sono esondati, Nyusi ha raccontato di villaggi sommersi da acqua e fango con numerosi corpi galleggianti.

Una previsione confermata da Caroline Haga, alto funzionario della Croce Rossa internazionale a Beira, quarta città del paese per il 90% distrutta, dove i soccorsi sono ulteriormente complicati dal cedimento di una grande diga. Ampie zone del paese restano isolate.

Il ministro della Difesa, Oppah Muchinguri, ha ammesso di non aver previsto che il ciclone fosse così devastante, scusandosi per non aver preparato la comunità ad affrontare l’evento.

Situazione simile in Zimbabwe, con 98 morti accertati e 200 dispersi.

Resta ancora in gran parte sommerso dalle acque anche il Malawi, in particolare il settore meridionale, con strade, ponti e circa 42mila ettari di terreni agricoli distrutti. Il numero delle vittime è attestato a 56 dalla scorsa settimana e il governo non ha finora aggiornato il bilancio.
Nel frattempo, ci sono timori di ulteriori inondazioni, in quanto il Dipartimento di meteorologia e cambiamenti climatici ha previsto forti piogge che potrebbero scatenare inondazioni improvvise in alcuni distretti. (Reuters / Al Jazeera / Africanews)