L'aria che tira – Ottobre 2019
Gianni Silvestrini

I consumi energetici dell’edilizia rappresentano il 60% dei consumi dei paesi nell’Africa subsahariana e sono destinati a crescere notevolmente con l’espansione delle città. E al tempo stesso, quasi due terzi degli abitanti degli agglomerati urbani vivono in condizioni precarie dal punto di vista energetico, costretti a usare legna e carbonella per far da mangiare e a pagare più della media per approvvigionarsi di energia.

Se si continuerà a costruire come fatto finora, la domanda di energia esploderà aggravando i problemi della bilancia dei pagamenti e la sicurezza energetica. Ma questo scenario insostenibile non è scontato. S’impone, quindi, una progettazione molto diversa rispetto a quella attuale, arrivando fino a far diventare gli edifici produttori netti di energia e a migliorare la vivibilità anche grazie all’attenzione estesa ai nuovi quartieri.

A supporto di questo cambiamento è stato recentemente pubblicato da Habitat, l’agenzia delle Nazioni Unite per un’urbanizzazione sostenibile, un manuale per la progettazione di edifici nelle città e nei climi dell’Africa dell’est con la collaborazione di Federico Butera, professore emerito del Politecnico di Milano.

L’obiettivo del manuale è quello di fornire agli architetti tutte le conoscenze di base necessarie per interagire positivamente con gli altri tecnici per realizzare un’edilizia che garantisca buona vivibilità, consumi energetici limitati e un uso ampio delle rinnovabili.  Il tutto recuperando i principi delle progettazioni tradizionali innestandoli con l’innovazione tecnologica.

In questo modo si potranno anche limitare i costi di costruzione e gli inquilini avranno bollette più leggere.

L’attenzione di UN Habitat si è allargata anche alla pianificazione urbana, perché l’orientamento delle strade, l’altezza degli edifici, la presenza del verde… sono tutti elementi decisivi per favorire ombreggiamento, ventilazione e sfruttamento della radiazione solare necessari per ottenere risultati ambientalmente sostenibili.

La verifica verrà sul campo. Sulla base di questi criteri, UN Habitat in collaborazione con i governi dell’Africa orientale intende favorire, infatti, la realizzazione di 400mila edifici.

Habitat

È il programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani. Un’agenzia dell’Onu, nata nel 1978 e con base a Nairobi, il cui compito è favorire un’urbanizzazione socialmente e ambientalmente sostenibile, e garantire a tutti il diritto ad avere una casa dignitosa.