Kenya / La storia
Ayub Mohamud, un docente kenyano, è fra i dieci candidati al premio internazionale “Global Teachers' Prize”. Quello che cerca di insegnare ai suoi studenti nel quartiere Eastleigh di Nairobi serve a proteggerli dalle ideologie estremiste del terrorismo. Il pensiero critico e la fiducia in se stessi sono le basi da cui partire.

L’insegnante kenyano Ayub Mohamud è stato selezionato, con altri 9 colleghi di ogni angolo del mondo, per concorrere al “Global Teachers’ Prize” della Fondazione Varkey, che si propone di migliorare l’educazione delle fasce sociali più svantaggiate. Il 13 marzo, quando la giuria renderà noto il suo verdetto, potrebbe risultare vincitore di un milione di dollari.  L’anno scorso la vincitrice fu l’insegnante americana Nancie Atwell, che investì il denaro in una scuola da lei fondata, nel Maine.

Chi è?
Ayub Mohamud insegna economia e studi islamici in una scuola superiore di Eastleigh, un quartiere di Nairobi conosciuto anche come “piccola Mogadiscio” perché abitato prevalentemente da somali, sia profughi dalla Somalia che kenyani di etnia somala. La scuola dove Ayub insegna è stata segnalata nei rapporti dei servizi per la sicurezza nazionale come una di quelle in cui il gruppo terroristico al-Shabaab è più attivo nella propaganda e nel reclutamento di giovani. Da cinque anni Ayub vi si oppone discutendo con i suoi studenti di de-radicalizzazione proprio durante le ore di lezione dedicate agli studi islamici.
In un’intervista rilasciata dalla Bbc, ha detto di essere convinto che gli insegnanti possono fare molto per strappare i giovani alle pericolose illusioni del terrorismo, rafforzando il loro pensiero critico e la fiducia in se stessi.

Difficoltà del mestiere
Forte di questa convinzione, e di un profondo senso civico, Ayub Mohamud si muove in un campo minato. Insieme al settore turistico, importante per l’economia del paese, la scuola è tra gli obbiettivi più importanti del gruppo terroristico al-Shabaab che l’ha individuata come cruciale per la penetrazione delle ideologie radicali tra i giovani. L’anno scorso ci furono almeno 148 vittime tra gli studenti nell’assalto al campus dell’università di Garissa, una delle contee kenyane abitate da popolazione somala. Nella contea di Mandera, in due anni successivi, furono invece attaccati gli insegnanti che tornavano a casa per le vacanze natalizie. Il primo anno ci furono una ventina di morti. Quest’anno i musulmani fecero scudo ai colleghi cristiani e l’attacco terroristico fallì. Questi fatti hanno contribuito grandemente a mettere in crisi il sistema scolastico ufficiale nelle regioni kenyane confinanti con la Somalia e abitate da popolazione di etnia somala, rafforzando al contempo il sistema parallelo delle scuole coraniche, dov’è estremamente più facile fare opera di indottrinamento.

Inclusione e istruzione
La selezione di Ayub Mohamud tra i dieci migliori insegnanti del mondo contribuisce a sottolineare le osservazioni critiche di molti attivisti della società civile e di analisti dell’area sul modo di affrontare il pericolo jihadista. Da tempo, infatti, vengono indicati i limiti, se non i danni, dell’approccio militare e poliziesco su cui i governi, e quello keniano in questo caso, investono la quasi totalità delle molte risorse disponibili per la lotta al terrorismo. Poco o nulla invece viene fatto per supportare l’inclusione sociale, soprattutto delle fasce giovanili più a rischio, un’educazione di qualità anche nelle zone del paese più marginali e perciò più facilmente infiltrabili da ideologie estremiste, uno sviluppo economico equo e sostenibile.

Nella foto l’insegnante Ayub Mohamud durante una lezione a Nairobi in Kenya. (Fonte: Bbc)