Comore / Proteste

La popolazione di Anjouan, una delle isole che compongono l’arcipelago delle Comore, nell’Oceano Indiano, è scesa in piazza ieri erigendo barricate con tronchi d’albero e scontrandosi con le forze di sicurezza, per protestare contro l’intenzione del presidente Azali Assoumani – salito al potere nel 1999 con un colpo di stato – di estendere i limiti del proprio mandato.

Secondo Mohamed Sadate Nadjib, funzionario del governo, 13 persone sono state state arrestate. «C’è una presenza di soldati nelle strade e stanno cercando di rimuovere le barricate, ma la popolazione blocca nuovamente le vie di transito non appena questi se ne vanno», ha detto telefonicamente all’agenzia Reuters.

Il 30 luglio nell’arcipelago si è svolto un referendum – definito illegale dall’opposizione – che ha determinato l’approvazione di modifiche costituzionali che consentono all’attuale presidente di candidarsi per altri due mandati di 5 anni alle elezioni anticipate del prossimo anno, anziché lasciare il potere nel 2021. La mossa di Assoumani negherebbe inoltre all’isola di Anjouan di assumere la prossima presidenza, in base a un sistema di rotazione tra le tre isole principali.

Ad agosto l’ex presidente delle Comore e leader del partito di opposizione Juwa, Ahmed Abdallah Sambi, è stato arrestato e accusato di appropriazione indebita. Era già stato posto agli arresti domiciliari a maggio, su mandato del ministro degli Interni, per «preservare l’ordine pubblico» e prevenire disordini in vista del referendum.
Con lui sotto accusa anche l’ex vicepresidente Jaffar Ahmed Said Hassani, per cui la magistratura ha emesso il mese scorso un mandato di arresto internazionale con l’accusa di complotto contro lo stato e terrorismo, assieme da altre sette persone. (Reuters)