Comore / Arresto governatore

Il governo delle Comore e la principale forza di opposizione hanno firmato venerdì scorso un accordo che potrebbe porre fine alla rivolta scoppiata il 15 ottobre scorso nell’isola di Abjouan, anche se la tensione e il malcontento della popolazione resta alto. Le due parti hanno concordato un accordo che include un’amnistia per i combattenti anti-governativi che consegneranno le armi.

La scorsa settimana forze di sicurezza inviate in gran numero dal governo e ribelli armati, hanno combattuto nelle strette vie della medina di Mutsamudu, capitale dell’isola, provocando almeno tre morti e un numero imprecisato di feriti. Giovedì le autorità hanno imposto il coprifuoco notturno, tagliando acqua ed elettricità nella capitale, forniture che non sono ancora riprese.

Sempre ieri, il ministro dell’Interno Mohamed Daoud ha dichiarato in una conferenza stampa che il governatore di Anjouan, Abdou Salami Abdou, era stato posto agli arresti domiciliari per aver istigato la ribellione e la distribuzione di armi e denaro agli insorti. Poche ore prima del suo arresto, Salami aveva postato su Facebook respingendo le accuse del suo coinvolgimento nelle violenze. Il ministro dell’Interno ha anche dichiarato che le forze di sicurezza «ispezioneranno ogni angolo dell’isola per trovare i luoghi in cui le armi sono nascoste».

Le tensioni nell’arcipelago sono cresciute negli ultimi mesi dopo il colpo di mano del presidente Azali Assoumani – salito al potere nel 1999 con un colpo di stato – che grazie alle modifiche apportate alla Costituzione, potrà candidarsi per altri due mandati di 5 anni, anziché lasciare il potere nel 2021. La manovra impedisce inoltre ad Anjouan di assumere la prossima presidenza, in base a un sistema di rotazione tra le tre isole principali.

Il malcontento della popolazione è palpabile. «Vogliamo che i ribelli vincano, le persone che hanno rubato milioni sono libere, mentre chi ruba una banana per sopravvivere ottiene mesi in prigione», ha detto un giovane. «Se vogliono la pace, devono darci dei posti di lavoro». (News 24 / Reuters)