Comore / Ribelli Anjouan / Asilo politico

Nell’arcipelago delle Comore i “ribelli” che hanno preso le armi la scorsa settimana contro il presidente Azali Assoumani nell’isola di Anjouan, sono fuggiti nell’isola francese di Mayotte, dove hanno cercato asilo politico. Lo ha annunciato ieri il ministro degli Interni francese Christophe Castaner durante il question time all’Assemblea Nazionale di Mayotte (che fa parte geograficamente delle Comore ma appartiene politicamente alla Francia).

Le forze armate hanno ripreso il controllo il 20 ottobre della medina della capitale Mutsamudu, dove i ribelli si erano asserragliati per sei giorni al termine di una rivolta popolare, iniziata il 15 ottobre, contro le manovre di Assoumani per mantenersi al potere.

Al centro della riunione di gabinetto è stata però la preoccupazione per la diffusione di armi, anche pesanti, usate dagli insorti, la cui provenienza è al momento sconosciuta.

Nel 2008 le autorità di Anjouan avevano avviato un programma di disarmo dell’isola, mai completato. A quel tempo, meno di un quarto delle armi usate durante la rivolta separatista era stato recuperato. Gli armamenti potrebbero essere stati nascosti in case private o detenuti dalla stessa classe politica in Anjouan. Nel mirino c’è il governatore dell’isola, Abdou Salami Abdou, feroce avversario delle riforme costituzionali volute dal presidente Assoumani, arrestato al termine della rivolta e posto agli arresti domiciliari con l’accusa d’aver istigato la ribellione e di aver distribuito armi e denaro agli insorti. Poche ore prima del suo arresto, Salami aveva postato su Facebook respingendo le accuse del suo coinvolgimento nelle violenze. (Radio France Internationale)