Comore

Il procuratore della Repubblica delle Comore ha accusato otto persone, arrestate la scorsa settimana, di un tentativo di colpo di stato e di voler commettere “un atto terroristico”.

Un’ondata di arresti – compresi quelli dello scrittore Said Ahmed Said Tourqui e fratello di un ex vicepresidente – è avvenuta sulla scia del referendum costituzionale del 30 luglio. Tre persone sono state rilasciate martedì ma altre cinque, rimangono in custodia.

Il leader del partito di opposizione Juwa ed ex presidente, Ahmed Abdallah Sambi, è stato agli arresti domiciliari per quasi quattro mesi. Il segretario generale del partito, Ahmed el-Barwane, è stato trattenuto per dieci giorni nella prigione centrale di Moroni a giugno e arrestato di nuovo il 31 luglio. Il suo avvocato, Moudjahidi Abdoulbastoi, ha dichiarato che l’el-Barwane è stato accusato di “cospirazione criminale, aggressione intenzionale e tentato omicidio”.

Questi arresti avvengono dopo molti altri, eseguiti nelle settimane successive al referendum.

La scorsa settimana, la Corte Suprema ha convalidato la vittoria del Si nel referendum con il 92,43% dei voti espressi. La riforma adottata consente al presidente delle Comore di candidarsi per due mandati consecutivi, anziché uno, ed elimina le posizioni del vicepresidente e della Corte costituzionale.

L’opposizione ha denunciato gli “abusi di potere” del presidente Azali Assoumani e ha chiesto il boicottaggio del referendum. Una organizzazione della società civile, Terza Via Collettiva, ha descritto il referendum come «la più scandalosa mascherata elettorale di questi ultimi anni».

Le isole Comore hanno avuto più di 20 colpi di stato da quando, nel 1975, hanno ottenuto l’indipendenza dalla Francia; lo stesso Assoumani è salito al potere, nel 1999, con un colpo di stato. (Africanews)