Repubblica del Congo

L’opposizione in Congo-Brazzaville ha fatto appello per la giornata di oggi a uno sciopero generale, denominato operazione “villes mortes” in tutte le città del Paese, per protestare contro la vittoria del presidente Denis Sassou Nguesso alle elezioni del 20 marzo. 

Il partito al potere, da parte sua, ha denunciato l’operazione. L’opposizione, ha detto Pierre Ngolo, segretario generale del Partito congolese del lavoro, “dovrebbe piuttosto aspettare la convalida dei risultati da parte della Corte costituzionale”. Secondo quanto previsto dalla legge elettorale l’opposizione ha quindici giorni dopo la proclamazione di risultati per fare ricorso.

Il presidente uscente della Repubblica del Congo, Denis Sassou-Nguesso, è stato rieletto alla guida del paese con il 60,39% dei voti. L’ex ministro Guy Brice Parfait Kolelas è attivato secondo con il 15,05%, seguito dal generale Jean-Marie Michel Mokoko, che ha ottenuto il 14% dei consensi. Il tasso di affluenza alle urne si è aggirato intorno al 65,7%. Un verdetto che, secondo le opposizioni, non corrisponde ai risultati ufficiali trasmessi dalla Commissione.

Il voto si è svolto senza incidenti né disagi, ma nel blackout totale delle telecomunicazioni imposto dalle autorità di Brazzaville per “ragioni di sicurezza”. L’unico caso isolato di violenza si è verificato nella capitale Brazzavile, quando la polizia in tenuta anti-sommossa ha disperso con gas lacrimogeni circa 200 giovani sostenitori del candidato dell’opposizione Kolelas.

Intanto ieri sono stati effettuati diversi arresti nei ranghi dell’opposizione. Questi si aggiungono all’arresto avvenuto nei giorni scorsi di due parenti Mokoko. Molti oppositori hanno espresso la loro preoccupazione per la sicurezza degli arrestati. (Agi / Rfi)

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