Repubblica del Congo

La Repubblica del Congo vive in una situazione di tensione e incertezza dopo che a partire dalla notte tra domanica e lunedì la capitale Brazzaville è stata attaccata da un gruppo di ribelli denominato Ninjas. Per tutta la giornata si sono uditi spari ed esplosioni di colpi di artiglieria principalmente nei quartieri di Bacongo e Makelekele, nel sud della città. L’obiettivo dell’attacco è quello di far crollare il regime del Presidente Denis Sassou Nguesso. Che è appena stato rieletto al primo turno nelle elezioni che sono svolte lo scorso 20 marzo con il 60.19% dei voti e proprio ieri sera la Corte costituzionale ha convalidato la sua vittoria.

Secondo quanto riferito da fonti ufficiali congolesi negli scontri sarebbero morti due degli aggressori e tre membri delle forze di polizia. Ma altre fonti d’informazione parlano anche di molte vittime fra i civili nei quartieri colpiti.

Sempre secondo fonti sul posto i ribelli sarebbero stati aiutati dagli abitanti dei quartieri che si sono uniti ai guerriglieri costruendo barricate e ricevendo da quest’ultimi armi da guerra. Ciò ha messo in seria difficoltà Esercito e Polizia. La presidenza ha dato adirittura ordine di sparare su tutti i civili sospetti, e la feroce Guardia Repubblicana, addestrata in Francia, è uscita dalle caserme per sostenere l’onda d’urto dei Ninjas. Carri armati e artiglieria pesante sono stati fatti uscire in strada.

A margine degli scontri a fuoco le forze di polizia hanno arrestato almeno 19 sospetti combattenti ribelli. La situazione attualmente è “monitorata”, secondo quando affermato da fonti governative. Il colonnello Monkala-Tchoumou, ha specificato che le operazioni di sicurezza continueranno oggi per permettere alle persone di tornare nelle loro case in sicurezza.

Migliaia di persone infatti si sono date alla fuga e sono scappate dalla zona sud della città per rifugiarsi nel centro di Brazzaville e hanno passato la notte da parenti, amici o all’interno delle chiese locali.

Il Presidente accumula, con la rielezione del mese scorso, 32 anni alla guida del Paese africano.

I Ninjas sono una milizia diretta da Frédéric Bintsamou, più conosciuto come “pasteur Ntoumi” e fedele al ex Primo Ministro Bernard Kolelas, padre del candidato dell’opposizione Guy-Brice Parfait Kolelas che nelle elezioni presidenziali dello scorso marzo ha ottenuto il 15% dei voti.  Proprio su di lui sono cadute le prime accuse dell’attacco. Parfait Kolelasha di recente fatto ricorso contro i risultati elettorali, richiesta respinta dalla Corte costituzionale congolese perché presentata oltre i termini legali.

Le milizie Ninjas sono state le principali forze ribelli durante la guerra civile del 1998-99. Create dal Pastore Frederic Bitsangou nel 1990, hanno prestato servizi anche per il dittatore dello Zaire (attuale R.D.Congo): Mobutu Sese Seko nel 1991, massacrando migliaia di studenti durante la rivolta universitaria di Lumumbashi.

Scontri tra forze governative e ribelli ci sono stati già nei primi anni Duemila, quando quest’ultimi chiedevano posizioni di rilievo nel governo e nell’esercito. Poi, un accordo di pace è stato firmato nel 2003.

Il governo ha già annunciato di voler indagare se possano esistere dei legami tra i ribelli Ninja e i partiti dell’opposizione nel paese. Quest’ultimi hanno respinto le accuse affermando che il governo non ha prove e cerca di “manipolare” la realtà.

La rielezione di Denis Sassou Nguesso è stata fortemente contestata perché resa possibile da una modifica della carta costituzionale che ha eliminato limiti di età e di mandati presenti nella vecchia carta, ed è stata votata con un referendum lo scorso 25 ottobre. 

Il Presidente, con la rielezione del mese scorso, accumula ben 32 anni alla guida del Paese africano. (Rfi / Afp)