Repubblica del Congo

Il governo congolese ieri ha riferito che durante gli scontri a colpi d’ arma da fuoco verificatisi nella notte tra domenica e lunedì mattina nella capitale Brazzaville, sono morte 17 persone, e ha nuovamente accusato l’ex leader della milizia Ninja, Frederic Bintsamou, di essere personalmente coinvolto nell’attacco.

Secondo Thierry Moungalla, portavoce del governo congolese, 17 persone (3 agenti di polizia, 2 civili, e 12 ribelli) sono  state uccise “nell’attacco terroristico” che aveva come obiettivo i quartieri meridionali di Brazzaville, prima della “rapida risposta “ degli agenti della polizia che ha riportato la situazione sotto il controllo delle autorità.

Moungalla in precedenza, lunedì,  aveva accusato l’ex milizia Nsilulu Ninjas di essere coinvolta il violento attacco ad opera dimuomini armati di arme automatiche e anche di artiglieria, dichiarando che il governo aveva “prove schiaccianti” sul ”coinvolgimento attivo di Frederic Bintsamou”.

Un uomo politico molto vicino all’ ex ribelle, è Guy Brice Parfait Kolelas, candidato presidenziale nelle elezioni del 20 marzo in cui ha ottenuto il 15% dei voti. Su di lui si concentrano molti sospetti. Ieri Kolelas ha negato alla AFP un suo possibile coinvolgimento nella vicenda e ha chiesto un’indagine indipendente.

La milizia anti-governativa Ninja è stata formata dal politico Bernard Kolelas, padre di Parfait Kolelas, nei primi anni del 1990 ed era comandata da Frédéric Bintsamou, alias Pastor Ntoumi, quando Kolelas era in esilio. Il gruppo ribelle ha partecipato a molte guerre negli anni 1990 e 2000. (Africanews)

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