Repubblica del Congo

Il servizio dell’Unione Europea per gli Affari esterni ha formalmente respinto una richiesta del governo congolese che sollecitava il richiamo di Saskia De Lang, capo della missione Ue a Brazzaville.

È l’ultimo capitolo di una vicenda che vede una sempre maggiore tensione a livello diplomatico tra la Repubblica del Congo e le istituzioni europee.

Pochi giorni fa, il ministero degli Esteri di Brazzaville aveva diffuso una nota che richiedeva la partenza della rappresentante Ue a causa di “una condotta non adeguata al suo statuto diplomatico”.

Pesanti le parole nei confronti della signora De Lang, definita “arrogante e sprezzante” nei confronti del Congo e dei suoi dirigenti, motivo per cui “ha perso credibilità e non merita più la nostra considerazione”. Tra i gesti rimproverati alla rappresentante europea, una lettera scritta lo scorso 29 marzo in cui chiedeva di essere ricevuta “quanto prima” alla Corte costituzionale e che Brazzaville ha giudicato una violazione aperta della Convenzione di Vienna nonché un’ “ingerenza totalmente inammissibile”.

In merito agli sviluppi più recenti, i media locali fanno riferimento a una lettera del 17 maggio inviata al ministro congolese degli Affari esteri, della Cooperazione e dei congolesi all’estero, Jean-Claude Gakosso, in cui l’Ue ha ribadito la propria volontà di “cooperare con il paese e di approfondire tutti gli aspetti necessari”, sottolineando tuttavia come “le posizioni prese da un capo delegazione rispecchiano sempre un consenso tra tutti gli Stati membri”.

Nei confronti della signora De Lang viene quindi confermata “la piena fiducia e il sostegno” del servizio europeo per gli Affari esterni.

Pur dicendosi disposta a “proseguire il dialogo col governo e con le altre parti coinvolte e a portare avanti il proprio impegno nella cornice dell’Accordo di Cotonou per lo sviluppo”, l’Ue ha avvertito il governo di Brazzaville con queste parole: “ogni vostra decisione nei confronti della rappresentante avrà un impatto sulla nostra relazione di fiducia”.

Già sabato scorso c’erano state avvisaglie di tensioni tra Brazzaville e Bruxelles: il ministro degli Esteri, Jean Claude Gakosso, ha invitato tutti i diplomatici accreditati presso la sede del dicastero per discutere la situazione del paese, ma al rappresentante dell’Ue è stato negato l’accesso all’incontro senza fornire ulteriori spiegazioni.

Nel paese la tensione politica e sociale rimane alta dopo l’ondata di violenza successiva alla rielezione contestata e controversa, lo scorso 20 marzo, di Denis Sassou Nguesso – al governo ininterrottamente dal 1997 – alla presidenza della repubblica per un terzo mandato.

Bruxelles aveva rifiutato di inviare una delegazione di osservatori alle elezioni e aveva successivamente espresso seri dubbi sulla “credibilità” della rielezione del presidente Sassou-Nguesso. (Atlasweb)

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