Coppa d’Africa, ai quarti in campo il top del ranking FIFA - Nigrizia
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AFCON 2025 / Verso la fase finale in Marocco
Coppa d’Africa, ai quarti in campo il top del ranking FIFA
Sette qualificate su otto sono ex campioni. Dal Marocco di Brahim Díaz alla Nigeria di Osimhen, ecco chi si sfida per il trono d’Africa
07 Gennaio 2026
Articolo di Vincenzo Lacerenza
Tempo di lettura 5 minuti
Il team delle Super Eagles in campo

Il sipario sugli ottavi di finale si è appena chiuso. La Coppa d’Africa 2025, ospitata dal Marocco, entra ora nella sua fase più calda. Con l’eliminazione delle ultime “cenerentole”, i quarti di finale presentano un parterre de rois senza precedenti: sette delle otto qualificate sono ex campioni, per un totale di 22 titoli complessivi in campo. Ma non è solo una questione di bacheca: nella griglia dei quarti ci sono le 5 selezioni con il miglior ranking FIFA attuale.

Il Marocco e la “missione 1976”

Il Marocco di Walid Regragui non è solo la favorita d’obbligo, ma è anche e soprattutto una macchina pensata e costruita per vincere. I Leoni dell’Atlante non vincono il trofeo dal 1976 e l’intero paese vive questo torneo come un’occasione impossibile da mancare. La stella polare resta Brahim Díaz, la cui capacità di spaccare le partite ha giustificato l’enorme attesa attorno al suo debutto.

Regragui, tuttavia, predica calma: «Sappiamo di avere gli occhi del mondo addosso, ma la storia si scrive un passo alla volta. Il Camerun è un gigante, servirà umiltà». Il cammino dei padroni di casa, che hanno sfoggiato una difesa d’acciaio, è stato fin qui inappuntabile: primato nel girone, davanti al Mali, e poi Tanzania superata di misura agli ottavi di finale.

Nigeria vs Algeria: attacco atomico contro nuova generazione

Se il Marocco è la testa di serie numero 1 del torneo, la Nigeria è la favorita per la potenza di fuoco a disposizione. Le Super Eagles, infatti, hanno segnato 12 gol in 4 partite. Una media impressionante. Il CT Eric Chelle ha trovato la quadratura con un 3-4-3 fluido, che esalta le transizioni feroci, valorizzando le frecce offensive a disposizione.

Ademola Lookman è in uno stato di grazia assoluto (7 contribuzioni offensive tra gol e assist), mentre Victor Osimhen è sempre più calato nel ruolo di leader carismatico ed emotivo. Proprio l’ex Napoli, dopo la doppietta al Mozambico, ha lanciato un messaggio chiaro: «Non siamo qui per partecipare, vogliamo riportare la coppa a Lagos. Sento la responsabilità di questo popolo sulle spalle».

Di fronte, a Marrakech, le “Super Aquile” si troveranno l’Algeria, nel remake della semifinale del 2019. Le Volpi del Deserto, allenate dall’ex Lazio Vladimir Petktovic e guidate in campo dall’eterno Riyad Mahrez, hanno avviato finalmente un necessario ricambio generazionale, trovando una nuova preziosa risorsa soprattutto in Ibrahim Maza.

Il trequartista offensivo, di proprietà del Bayer Leverkusen, è già finito nei radar del Barcellona. Nonostante la giovanissima età (2005), ha mostrato una personalità straripante, oltre ad una tecnica sopraffina, segnando un gol meraviglioso contro il Sudan, dando la sensazione di muoversi con la calma di un veterano.

Egitto e Costa d’Avorio: il fascino delle grandi sfide

Tutti, però, dovranno fare i conti con l’Egitto. I Faraoni sono arrivati in Marocco con l’etichetta di squadra a fine ciclo, ma metterli alla porta non è mai una missione semplice. Il totem Mohamed Salah, autore fin qui di tre reti, ha mostrato un realismo sorprendente: «Non credo che siamo i favoriti. Ma a questo livello non esistono partite facili». Se la vedranno con i campioni in carica della Costa d’Avorio, fin qui trascinata dalla miglior versione di Amad Diallo.

Il giocatore del Manchester United sta incantando: ha segnato 3 reti e servito un assist, restituendo la sensazione di essere l’epicentro della pericolosità offensiva degli Elefanti. La sua capacità di ricevere palla tra le linee e creare superiorità numerica è stata la chiave per scardinare anche la difesa del Burkina Faso negli ottavi.

Il Senegal di Thiaw e la sorpresa Mali

Occhio, infine, anche al Senegal. Ora guidato da Pape Thiaw dopo l’addio del mitologico Aliou Cissé, i Leoni della Teranga hanno messo in vetrina una solidità tattica rinnovata, basata su un possesso palla più verticale. Pur senza incantare sul piano estetico, hanno messo in mostra una profondità di rosa spaventosa.

Thiaw sembra essere riuscito a creare un 4-3-3 in grado di esaltare al massimo il talento di Sadio Mané, Nicolas Jackson e Ismaila Sarr, un tridente atomico probabilmente inferiore soltanto a quello della Nigeria. Ma non è tutto: con un gol al Sudan, ha cominciato a brillare anche la stella di Ibrahim Mbaye, attaccante classe 2008 del PSG, considerato la nuova pepita d’oro del calcio senegalese.

Nei quarti non dovrebbero avere particolari problemi a superare il Mali, l’unica del lotto a non aver mai vinto il trofeo in passato. Le Aquile di Bamako sono approdate ai quarti senza ancora aver vinto una partita, ma guai a sottovalutarle. La squadra allenata dal belga Tom Saintfiet è approdata alla fase ad eliminazione diretta dopo tre pareggi nel girone eliminatorio, prima di superare la Tunisia ai rigori.

A noi italiani, memori del Mundial ’82, dovrebbe ricordare qualcosa.

Match Sfida Protagonisti chiave Nota tattica
1 Marocco vs Camerun Brahim Díaz Difesa d’acciaio vs tradizione
2 Nigeria vs Algeria Lookman, Osimhen / Maza Il miglior attacco vs il talento emergente
3 Egitto vs Costa d’Avorio Salah / Amad Diallo L’esperienza dei Faraoni vs i campioni in carica
4 Senegal vs Mali Sadio Mané / Ibrahim Mbaye La profondità dei Leoni vs il pragmatismo del Mali
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