Rapporto Transparency International 2015
Il nuovo rapporto di Transparency International sulla corruzione percepita nel 2015 parla chiaro. Nel mondo si vede un certo miglioramento, ma il continente africano resta ultimo. Botswana, Capo Verde e Rwanda i migliori. Somalia e i due Sudan in fondo.

La corruzione non lascia la sua presa stando ai dati pubblicati ieri da Transparency International nel suo Rapporto annuale relativo al 2015. Basti pensare che più di 6 miliardi di persone nel mondo vivono in paesi con seri problemi di corruzione e che buona parte di questi si trovano nel continente africano. La Ong valuta l’Indice della percezione di questo malcostume in 168 paesi, disponendoli su una scala da 0 (molto corrotto) a 100 (poco corrotto). Nel 2015 il numero di paesi che migliorano la propria posizione è superiore rispetto a quelli che la peggiorano e questo, va riconosciuto, è un buon risultato a livello generale.

Al top dei paesi virtuosi troviamo per il secondo anno consecutivo la Danimarca (indice 91). Tra coloro che fanno un piccolo passo in avanti c’è l’Italia: il suo indice migliora di 1 punto (da 43 a 44), scala 8 posti nella classifica mondiale (da 69° posto al 61°), ma rimane pur sempre il più corrotto dell’Unione europea, preceduto solo dalla Bulgaria. Un preoccupante passo indietro lo fa il Brasile, a seguito dello scandalo che ha coinvolto la compagnia petrolifera Petrobas, che sale di 8 posti nella classifica dei più corrotti, dominata da due paesi a pari “merito”: Somalia e Corea del Nord, come nella precedente rilevazione del 2014 (indice 8).

Classifica africana
Veniamo all’Africa figura come il continente più corrotto. L’Africa subsahariana ha totalizzanto 33 come punteggio globale, mentre il Nord Africa, che viene analizzato assieme al Medio oriente, ha ottenuto 39 (Vedi grafico in alto a destra). Dei 20 paesi al mondo con la più alta percezione della corruzione, 9 sono africani. In ordine decrescente, dopo la Somalia (sempre ultima), vengono Sudan, Sud Sudan, Angola, Libia, Guinea Bissau, Eritrea, Zimbabwe e Repubblica democratica del Congo. L’Africa si distingue anche per qualche scatto virtuoso. Il Senegal è, insieme a Grecia e Gran Bretagna, il paese che ha compiuto il maggior progresso negli ultimi 4 anni, ed ha la stessa corruzione percepita dell’Italia e di altri due paesi africani (Lesotho e Sud Africa). Il meno corrotto nel continente africano rimane il Botswana al 28° rango mondiale (indice 63), che precede paesi come Capo Verde e Rwanda. Anche il Ghana ha fatto segnare un netto miglioramento negli ultimi anni, passando dal punteggio di 45 nel 2012 al 47 di oggi.
In troppi paesi africani, sottolinea il rapporto, la possibilità di denuncia nei confronti dei funzionari pubblici è ancora molto ridotta, mentre elevate sono le intimidazioni contro i cittadini che osano parlare. Benché l’Unione Africana si sia data come priorità la lotta alla corruzione e all’impunità, molti paesi rimangono reticenti nel prendere misure concrete per realizzare questo obiettivo.

Fare attenzione
Va chiarito che l’indice elaborato da Transparency International non è la misura “oggettiva” della corruzione, bensì della “percezione” che si ha del fenomeno in ciascun paese. Per stabilirlo vengono sentite le opinioni di esperti sul grado di corruzione nel settore pubblico. Tuttavia queste percezioni trovano riscontro in precise realtà secondo i ricercatori. I paesi meno corrotti tendenzialmente sono quelli dove l’amministrazione pubblica è relativamente trasparente e in grado di rendere conto ai cittadini. Quelli più corrotti si caratterizzano invece per la presenza di guerre e conflitti, per la debolezza delle istituzioni pubbliche, polizia e giustizia in particolare, e per la mancanza di mezzi di informazione indipendenti. Queste ultime non sono forse caratteristiche purtroppo ancora facilmente riscontrabili in Africa? Non serve altro dunque per spiegare perché

 

Nigrizia ha trattato ampiamente in passato il tema della corruzione in Africa. Leggi anche:

“Cancro corruzione” di Riccardo Barlaam

“Corruzione, male africano” di Angelo Ferrari

“I buoni corrotti”, l’editoriale di Nigrizia del mese di aprile 2015

In alto la cartina interattiva del Corruption Perceptions Index 2015.

Nella foto in alto alcuni ragazzi manifestano contro la corruzione in Nigeria. (Fonte: Reuters)