Pianificazione famigliare in Africa
La richiesta del governo tanzaniano di interrompere gli spot a sostegno del programma di pianificazione famigliare hanno riportato all’attenzione dell’opinione pubblica i rischi futuri derivanti da una crescita demografica incontrollata.

Il 19 settembre scorso la direzione dell’FHI360, organizzazione statunitense che lavora nel no-profit e in attività di sviluppo umano in molti paesi dell’Africa, Tanzania compresa, ha ricevuto una lettera per nulla cordiale da parte del ministero tanzaniano della Sanità e delle Questioni di Genere. Il funzionario ha chiesto all’organizzazione l’interruzione della diffusione dei messaggi pubblicitari, via TV e radio, relativi alla Campagna Tulonge Afya (Parliamo di Salute) in quanto, prima della messa in onda, devono essere sottoposti a revisione ministeriale.

Tulonge Afya è una delle campagne di promozione del Family Planning (FP), progetto di pianificazione famigliare – al quale la Tanzania aderisce dal 1976 – nato e finanziato dalle Nazioni Unite (UNFPA) con lo scopo di migliorare la salute sessuale e riproduttiva degli africani, in particolare delle giovani donne, maggiormente coinvolte nelle gravidanze indesiderate. Il FP consente alle donne di decidere se, quando e quanti figli avere e di conseguenza limita la problematica crescita demografica in Africa e migliora notevolmente le prospettive future di sviluppo socio-economico.

I dati forniti da autorevoli istituti di ricerca sul futuro della Tanzania e dell’Africa tutta, indicano che, se non cambieranno i trends attuali, si apriranno scenari indiscutibilmente negativi. Recentemente è stato pubblicato Goalkeepers, report della Bill and Melinda Gates Foundation relativo all’anno 2017, con un focus particolare sulla crescita della popolazione giovane e su come questa influenzerà i futuri progressi del mondo.

Il rapporto fornisce dei dati sconcertanti: nel 2017 la popolazione dell’Africa sub-sahariana superava il miliardo e entro il 2050 è destinata a raddoppiare, inoltre, il numero delle persone dell’Africa sub-sahariana che vivranno al di sotto della soglia di povertà sarà dell’86%, percentuale amplificata dal boom demografico.

I paesi africani nei quali è prevista la più alta crescita demografica e dove vivrà la più alta percentuale di poveri del mondo (40%) sono la Nigeria e la Repubblica democratica del Congo: la Nigeria nel 2050 conterà una popolazione di 429 milioni di persone, di cui 152 milioni sotto la soglia di povertà; la Repubblica democratica del Congo raggiungerà i 171 milioni di abitanti, con 70 milioni in estrema povertà.

I dati sulla popolazione giovanile del 2017 poi, rivelano un numero altissimo di giovani di età compresa tra 0 e 24 anni, circa 628 milioni, che entro il 2050 crescerà del 51%, fino a 945 milioni. Molti di questi non avranno prospettive per il futuro, se non si incrementano fin da subito investimenti nella salute e nell’educazione. Investire nel capitale umano e nei giovani africani, significa dunque, secondo il rapporto della Gates Foundation, anche investire nel Family Planning, perché il controllo delle nascite migliora la vita delle donne e anche quella delle generazioni future.

Moltissime donne dell’Africa sub-sahariana hanno più figli di quanti effettivamente ne vogliono, si sposano e rimangono incinte tra i 15 e i 20 anni, e da ragazze madri rinunciano all’istruzione e quindi ad avere un lavoro, un guadagno più alto e a espandere i loro orizzonti. Al contrario le donne che hanno un maggiore accesso all’istruzione e a servizi sanitari efficienti, focalizzati sulla loro salute sessuale e riproduttiva, possono autonomamente e consapevolmente risolvere il problema dell’aumento demografico.