Armamenti / I dati Sipri
La spesa militare mondiale ha raggiunto la cifra record di 1.822 miliardi di dollari; 239 dollari a persona. Il livello più alto dal 1988. L’area subsahariana ha registrato un calo dell'11% dovuto, soprattutto, alle politiche di Angola, Sudan e Sud Sudan. Cresce invece la spesa in Nigeria.

La corsa agli armamenti è senza freni. La spesa militare mondiale ha segnato un nuovo incremento nel 2018, arrivando a 1.822 miliardi di dollari, il 2,6% in più rispetto al 2017, che già aveva registrato un aumento dell’1,1%. Come sottolinea lo Stockholm International Peace Research Institute (Sipri), si tratta del livello più alto toccato dalla spesa militare da quando nel 1988 l’istituzione ha iniziato i rilevamenti ed è pari al 2,1% del Pil del pianeta, 239 dollari a persona.

I 5 paesi al top della spesa mondiale per armi sono gli Stati Uniti, la Cina, l’Arabia Saudita, l’India e la Francia, che assieme hanno rappresentato il 60% della spesa militare globale. L’Italia è salita all’11° posto dal 12°, anche se è calata del 14% in termini assoluti (da 29,2 miliardi di dollari a 27,8). La Russia, quarta nel 2017, è uscita dalla “Top five” ed è sesta.

La spesa militare in Africa è invece scesa dell’8,4% nel 2018, a circa 40,6 miliardi di dollari, pari al 2,2% delle spese militari globali. Questo è stato il più alto calo annuale dopo il picco post-guerra fredda raggiunto nel 2014.

Nonostante 4 anni consecutivi di diminuzioni, la spesa militare in Africa è stata comunque ancora del 9,2% superiore a quella del 2009.

 

Nordafrica

La spesa militare in Nordafrica ha totalizzato 22,2 miliardi di dollari. Si è registrato un calo del 5,5% rispetto al 2017 e il 2018 ha rappresentato il secondo anno consecutivo di calo. Ciononostante, nel 2018 la spesa è stata del 74% più alta rispetto al 2009. Nell’Africa subsahariana, la spesa militare è stata di 18,4 miliardi di dollari, in calo dell’11% dal 2017 e del 21% in meno rispetto al 2009. La forte diminuzione ha significato che, per la prima volta, il Nordafrica ha speso più dell’Africa subsahariana.

Con un totale di 9,6 miliardi di dollari, l’Algeria ha avuto di gran lunga la più alta spesa militare in Africa. Mentre in termini nominali la sua spesa è rimasta invariata dal 2016, l’inflazione ha fatto sì che la spesa militare diminuisse in termini reali del 6,1% tra il 2017 e il 2018.

 

Africa subsahariana

La diminuzione delle spese in Angola e Sudan (-18% e -49% rispettivamente) ha ampiamente giustificato il calo degli investimenti in armi nell’Africa subsahariana. Le spese militari di Luanda sono diminuite per il quarto anno consecutivo, raggiungendo 2 miliardi di dollari. I prezzi del petrolio più bassi dalla metà del 2014 hanno messo sotto stress l’economia angolana, causando tagli alla spesa pubblica, compresa quella militare.

Il Sudan ha affrontato un mix di crisi economica, continui conflitti violenti nella regione del Darfur e un’ondata di proteste anti-governative.

Ciò ha contribuito a una diminuzione degli investimenti in ambito militare, con un calo evidente della spesa in 3 anni (2014, 2015 e 2018) e aumenti in 2 anni (2016 e 2017).

Un altro notevole calo delle spese militari si è registrato in Sud Sudan (-50%). Una caduta, la settima negli ultimi 10 anni, avvenuta in un contesto di guerra civile nel paese, che ha spinto l’economia in ulteriore caos. Le spese militari si sono fermate, si fa per dire, a 59,4 milioni di dollari, solo il 4,2% del picco raggiunto nel 2011. Questa è una cifra bassa e non include il livello occulto di finanziamenti ai militari che, stando alle informazioni di Sipri, sono “canalizzati” dalla compagnia petrolifera statale del Sud Sudan.

In contrasto con i tagli sopra descritti, la Nigeria, il secondo maggior esportatore dell’Africa subsahariana dietro il Sudafrica, ha aumentato le sue spese militari per la prima volta in 6 anni, del 18% a 2 miliardi di dollari nel 2018.

Sorprende, per quanto riguarda i dati in generale, la crescita registrata dagli Stati uniti, la cui spesa militare è aumentata del 4,6% (27,8 miliardi) a 649 miliardi di dollari, per effetto del programma sugli armamenti voluto dall’amministrazione Trump. Decisione che determinerà un ulteriore aumento della spesa nei prossimi anni. La spesa militare Usa ha, intanto, toccato il 3,2% del Pil.