Ha sollevato un coro di proteste a Nairobi la sentenza con la quale il 24 novembre la Corte di giustizia dell’Africa orientale (EACJ) ha sospeso un importante accordo commerciale tra Kenya e Unione Europea, accogliendo un reclamo avanzato dal una ONG ugandese, il Centre for law, economics and policy on east african integration.
Secondo la Corte, l’intesa violerebbe diverse disposizioni dei trattati e dei protocolli commerciali della Comunità dell’Africa orientale (EAC), in quanto alcuni paesi membri non sono stati consultati prima della sua firma e ratifica da parte di Nairobi.
Il tribunale ha inoltre evidenziato preoccupazioni circa il potenziale impatto dell’EPA sugli aspetti ambientali e sulla biodiversità, citando il principio secondo cui “l’ambiente, una volta danneggiato, raramente viene riparato”.
L’Accordo di Partenariato Economico (APE), siglato il 18 dicembre 2023 dal presidente kenyano William Ruto e dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen dopo quasi dieci anni di negoziati, garantisce l’accesso esente da dazi e quote per i prodotti kenyani importati nell’UE, mentre le merci europee esportate in Kenya beneficiano di una graduale esenzione fiscale.
L’intesa, in vigore dal 1° luglio 2024, incentiva inoltre gli investimenti europei nel paese dell’Africa orientale e la cooperazione economica e allo sviluppo, per rafforzare la competitività dell’economia kenyana. Secondo l’UE, contiene anche “solidi impegni in materia di commercio e sostenibilità, tra cui disposizioni vincolanti in materia di diritti del lavoro, parità di genere, sostenibilità ambientale e lotta ai cambiamenti climatici”.
Per Nairobi un’impennata dell’export
Già al momento della firma dell’accordo gli scambi commerciali tra i due mercati erano in forte espansione, con un aumento del 27% tra il 2018 e il 2022. Un trend che ha continuato a crescere in modo esponenziale, spinto dalla nuova intesa bilaterale.
Per il Kenya oggi l’UE rappresenta il secondo partner commerciale e uno dei principali mercati di esportazione. Un export che nel 2024 ha battuto nuovi record, con oltre 1,5 miliardi di dollari di merci esportate, principalmente prodotti agricoli e orticoli, e importazioni dall’Europa per 2,09 miliardi di dollari.
Nel commentare la decisione della Corte, il ministro del Commercio kenyano Lee Kinyanjui ha ribadito che l’accordo con Bruxelles è stato “il motore del boom delle esportazioni” nazionali, sottolineando anche il ruolo “chiave” svolto dal Kenya nel promuovere la cooperazione economica tra l’Africa orientale e l’Unione Europea.
Kinyanjui ha quindi fatto sapere d’aver presentato un ricorso legale per annullare l’ingiunzione del tribunale.