NON SONO RAZZISTA MA… – SETTEMBRE 2019
Marco Aime

È il 13 luglio. Sono le 20, inizia il TG de La7. Dopo le solite notizie di politica interna e di cronaca il conduttore annuncia: «È durato poco più di dodici ore l’assalto all’hotel Medina di Chisimaio (Somalia), rivendicato dagli estremisti islamici di Al-Shabaab. Si contano almeno 26 vittime e quasi 60 feriti».

Scorrono alcune immagini di edifici sventrati. Lo speaker continua: «L’attacco è iniziato con l’esplosione di un’auto bomba all’ingresso del Medina, cui ha fatto seguito l’irruzione di un commando che ha fatto strage sparando all’impazzata. Tra le vittime anche due noti giornalisti locali». Per carità, non saranno certamente stati noti al nostro pubblico, ma forse meritavano la dignità del nome oppure posti sullo stesso piano delle altre vittime meno note.

A questo punto il conduttore si toglie gli occhiali e guardando fisso la telecamera: «E ora parliamo di un annuncio davvero sconvolgente: quello dell’allenatore del Bologna, Sinisa Mihajlovic, che ha annunciato di essere ammalato di leucemia…».

Intendiamoci, auguro a Mihajlovic una rapida guarigione e neppure credo che il conduttore di quella sera sia razzista. Ciò che colpisce è però quanto abbiamo introiettato il pensiero del Noi, da avere smarrito anche il senso della misura. Sono certo che non sia stato intenzionale, ma “l’annuncio davvero sconvolgente” non era quello dei morti in Somalia. Erano troppo lontani per meritarsi quell’aggettivo.

È nei meandri linguistici, che però rivelano un pensiero, che si sta perdendo il senso dell’umanità. “Umanità” intesa nelle due accezioni: quella del genere umano a cui tutti apparteniamo e di cui tutti dovremmo sentirci parte, che dovrebbe fare nascere un senso di riconoscimento degli altri, sebbene nelle loro diversità. Ma anche quella del sentimento di empatia che dovremmo provare verso quelli che fino a qualche tempo fa chiamavamo i nostri simili.

Devo contraddire gli splendidi versi di ’A livella di Totò: “A morte ’o ssaje ched’e?… è una livella”, ci rende tutti uguali, è l’unica cosa che accomuna tutti noi umani. Eppure, nemmeno di fronte alla morte siamo uguali. La morte accomuna i destini biologici dei corpi, ma non ne cancella l’identità attribuita loro dai vivi.

Nella foto la facciata dell’hotel Medina a Chisimaio dopo l’attentato terroristico del 13 luglio 2019. (Harun / Twitter)

 

Bologna
Domenica 21 luglio, centinaia di tifosi del Bologna hanno compiuto un pellegrinaggio al santuario della Madonna di San Luca, per dare un «sostegno morale e spirituale all’allenatore e a tutti quelli che soffrono per una malattia».