Costa d'Avorio

Il presidente ivoriano Alassane Ouattara ieri sera, alla vigilia della festa dell’indipendenza del paese, ha annunciato l’amnistia per circa 800 prigionieri perseguiti per crimini commessi durante la crisi post-elettorale del 2010-2011. Tra questi c’è anche l’ex première dame Simone Gbagbo, che “verrà liberata prossimamente” come preannunciato dallo stesso Ouattara in diretta televisiva.

Simone Gbagbo è la moglie dell’ex presidente Laurent Gbagbo, il quale attualmente si trova imprigionato in un centro di detenzione della Corte penale internazionale (Cpi) all’Aja mentre affronta un processo per crimini contro l’umanità.

L’ex première dame ivoriana era stata condannata nel 2015 a 20 anni di reclusione per “attentato alla sicurezza dello Stato”. È stata invece assolta dalla Corte di Assise di Abidjan nel marzo 2017 in un altro processo per crimini contro l’umanità e crimini di guerra. La Cpi ha chiesto a lungo la sua estradizione per poterla processare assieme al marito, ma la giustizia ivoriana ha sempre rifiutato di concederla.

Il presidente Ouattara ha fatto un discorso televisivo particolarmente incentrato sulla riconciliazione, la pace e l’unità nazionale. Specie in vista delle prossime elezioni che spera siano inclusive senza violenze di alcun tipo.

Nella crisi del 2010-11 le violenze erano scoppiate a seguito del rifiuto dell’ex-presidente Laurent Gbagbo di accettare la sconfitta alle elezioni del novembre del 2010, vinte dal suo avversario Ouattara. In circa cinque mesi di scontri e violenze ci furono almeno 3000 vittime. (France 24 / Rfi)