Costa d'Avorio / Francia

Il governo ivoriano ha dichiarato ieri d’aver stilato un elenco di 148 opere d’arte, sottratte dalla Francia durante il periodo coloniale e delle quali chiede la restituzione.

Abidjan si è così unita al Senegal e al Benin nel fare pressione su Parigi, loro ex potenza coloniale, per la restituzione dei loro tesori culturali. La richiesta segue la dichiarazione del presidente Emmanuel Macron che, durante una visita in Burkina Faso nel novembre 2017, promise la restituzione delle opere africane. Macron ha anche invitato altri paesi europei a prendere in considerazione la loro posizione sulla questione. Tra questi Belgio, Gran Bretagna e Germania che hanno enormi collezioni di manufatti africani.

Il mese scorso la Francia ha annunciato che consegnerà al Benin 26 opere d’arte saccheggiate dalle sue truppe nel 1892. L’iniziativa ha però anche destato preoccupazione in Francia dove in molti musei, come il Quai-Branly di Parigi, gran parte degli oggetti esposti provengono da paesi dell’Africa subsahariana.

Il ministro della Cultura ivoriana Maurice Bandaman, ha detto ieri che decine di migliaia di manufatti ivoriani sono custditi in almeno 50 musei stranieri. Tra questi più di 4.000 opere si trovano al Quai-Branly e al Met di New York, e più di 3.000 al Rietberg Museum in Svizzera.

Il ministro ha però chiesto un rientro graduale dei manufatti perché attualmente la Costa d’Avorio «non avrebbe nessun posto dove metterli». «Dobbiamo creare un ecosistema in grado di ospitare queste opere», ha aggiunto, annunciando la realizzazione di un «museo di classe internazionale» a Treichville, sobborgo di Abidjan, che sarà inaugurato nel 2022-2023. Bandaman ha anche detto che 12 centri culturali ed espositivi saranno costruiti in tutto il paese, mentre è già in fase di realizzo un museo privato di arte africana ad Abobo, quartiere a nord della capitale. (News 24)

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