Minaccia di sanzioni
Presa di posizione del Consiglio di sicurezza, che riconosce presidente l’oppositore storico di Laurent Gbagbo. Perplessa la Russia.

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Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si è schierato dalla parte di Alassane Ouattara (nella foto), riconoscendolo quale presidente eletto della Costa d’Avorio. E, rivolgendosi al presidente uscente Laurent Gbagbo, il Consiglio ha affermato che «i quindici membri del Consiglio di sicurezza condannano nella maniera più decisa chi tenta di capovolgere la volontà popolare».

Il testo congiunto dell’Onu era pronto fin da venerdì scorso, ma la Russia si è mostrata reticente all’approvazione e ciò ha comportato discussioni e rinvii. A favore di Outtara si sono schierati in questi giorni l’Unione africana, la Cedeao (Comunità economica degli stati dell’Africa Occidentale), gli Stati Uniti, l’Unione europea e il segretario generale Onu Ban Ki-moon.

La presa di posizione Onu, avvenuta nella serata di ieri, è riferita al ballottaggio del 28 novembre e ai fatti che si sono succeduti. Il 2 dicembre la Commissione elettorale indipendente aveva proclamato vincitore Ouattara con il 54,1% dei consensi. Il giorno dopo il Consiglio costituzionale aveva ribaltato il verdetto del Cei e dato la vittoria a Gbagbo con il 51,45% dei consensi, annullando il voto, ritenuto fraudolento, in alcune aree del nord del paese più favorevoli a Ouattara.

Il Consiglio di sicurezza Onu ha inoltre minacciato sanzioni contro chiunque si opponga al processo di pace in corso da anni o ostacoli il lavoro della missione Onu in Costa d’Avorio.

 

(In audio l’intervista a Valerio Petrarca, docente di Antropologia culturale alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università ‘Federico II’ di Napoli, realizzata da Michela Trevisan)