Costa d'Avorio

Il presidente Alassane Ouattara ha deciso di rendere la scuola “obbligatoria” per i bambini dai 6 ai 16 anni in Costa d’Avorio, un provvedimento che dovrebbe entrare in vigore nel prossimo anno scolastico (2015-2016).

La riforma politica della scolarizzazione obbligatoria (Pso), annunciata tre mesi prima delle elezioni presidenziali di ottobre, mira a “dare a tutte le ragazze e i ragazzi del nostro paese il diritto all’istruzione e a una formazione di qualità”, ha detto Ouattara, alla fine di un seminario del governo in materia.

Il progetto, che è “una delle grandi ambizioni” del governo, avrà un costo di 700 miliardi di franchi Cfa (1,06 miliardi di euro), gran parte dei quali saranno destinati a pagare gli stipendi di quasi 5.000 maestri e professori da reclutare per le scuole, secondo quanto rivelato da un comunicato del governo.

Il compito sarà difficile, se si tiene conto del fatto che, attualmente, nel paese dell’Africa dell’ovest solo il 56,9% della popolazione risulta alfabetizzato (percentuale che sale al 67,5% tra i giovani). Anche lo stesso vicesegretario del Sindacato degli insegnanti primari ivioriani (Sneppci), Andjou Andjou, la definisce come una “piccola rivoluzione” e si dice ottimista perché i fondi stanziati sarebbero importanti.

Sono quasi 4 milioni gli alunni che hanno frequentato le scuole elementari nel 2014-2015 Costa d’Avorio, contro più di 144.000 bambini attualmente iscritti a istituzioni “pre-scolari”, secondo i dati del Ministero della Pubblica Istruzione ivoriano, pubblicati dalla Afp

L’auspicio delle autorità è che i risultati di questo impegno vadano oltre, contribuendo a intaccare il numero dei minori (uno su cinque, secondo le statistiche più recenti) che invece di seguire i corsi sono costretti a lavorare, tanto nelle piantagioni di cacao quanto in attività legate all’economia domestica. Sono loro a costituire il grosso di quel 30% di potenziali alunni ivoriani che non sono mai entrati in un’aula. Come rivelato dall’agenzia Misna.

La Costa d’Avorio è classificato 171° su 187 paesi in termini di indice di sviluppo umano secondo i dati delle Nazioni Unite.

Il paese sta riemergendo da un decennio di crisi politico-militare (2002-2011), e dalle violenze post-elettorali del 2010-2011 che hanno avuto un epilogo sanguinoso. (Più di 3.000 persone morirono in cinque mesi).

Le presidenziali di ottobre vengono viste come cruciali per la stabilizzazione del paese. L’attuale presidente Ouattara è visto come il favorito. (JeuneAfrique)