Costa d'Avorio

Alassane Ouattara, attuale presidente della Costa d’Avorio, si è insediato nel maggio 2011 “con la forza”. Lo ha sostenuto la difesa di Laurent Gbagbo, ex presidente, accusato di crimini contro l’umanità, davanti alla Corte Penale Internazionale nel corso del processo a suo carico iniziato la scorsa settimana.

“Alassane Ouattara e i suoi sostenitori volevano prendere il potere con la forza e la battaglia di Abidjan è la messa in opera di questa strategia”, ha dichiarato Emmanuel Altit, legale di Gbagbo. Ricordando che il suo cliente era stato arrestato nell’aprile del 2011 dopo i bombardamenti francesi, l’avvocato ha sostenuto che “la Francia non voleva una pace negoziata” tra i due rivali delle presidenziali di fine 2010.

Altit ha quindi accusato Parigi, ex potenza coloniale, di aver preparato l’offensiva per far cadere dal potere Gbagbo e di aver fornito le armi alle forze pro-Ouattara, nonostante l’embargo imposto dalle Nazioni Unite.

Il 70enne Gbagbo è il primo capo di Stato a essere perseguito dalla Corte Penale Internazionale. Il suo processo per crimini contro l’umanità è destinato a durare tra i 3 e i quattro anni e rappresenta un vero e proprio banco di prova per la Corte. Con Gbagbo, sul banco degli imputati, Charles Blé Goudé, 44 anni, ex capo delle milizie. I due sono accusati di aver fomentato un clima di violenza tra il 2010 e il 2011, dopo le elezioni vinta da Ouattara, per poter rimanere al potere. Nelle rivolte, durate cinque mesi, persero la vita 3 mila persone e ne furono violentate un centinaio.

All’apertura del processo, giovedì scorso, il procuratore Fatou Bensouda aveva accusato Gbagbo di essersi aggrappato al potere “con ogni mezzo”. Ma l’avvocato difensore dell’ex presidente ha accusato l’ufficio del procuratore di fornire un a lettura “parziale” degli avvenimenti. Secondo la linea di difesa è il presidente Ouattara ad aver messo in atto un colpo di Stato e di aver organizzato “una campagna di reclutamento di mercenari, all’inizio del 2010, in Burkina Faso”. (Agi)