Cambia la Costituzione
Con la quasi certa approvazione delle modifiche costituzionali, il presidente Alassane Ouattara sembra cercare il modo per mantenersi vicino al potere anche dopo la scadenza del suo secondo ed ultimo mandato, nel 2020.

Un deputato era assente, due hanno votato contro, e otto si sono astenuti. Gli altri 239 presenti si sono espressi a favore – la mattina dell’11 ottobre – dell’approvazione della riforma Costituzionale voluta dal presidente della Repubblica, Alassane Ouattara. Un risultato previsto per il partito di governo che grazie al boicottaggio dell’opposizione alle ultime elezioni legislative del 2011, vanta oggi il 90% dei seggi.

L’ultima tappa per approvare la nuova Costituzione è prevista per il 30 ottobre, giorno in cui i cittadini ivoriani saranno chiamati ad accettarla o rifiutarla in blocco. Ma con un’opposizione ancora frammentata e allo sbando, anche il risultato del referendum è poco più che una formalità.

Con l’approvazione delle modifiche alla Costituzione, l’avvento della III Repubblica (la prima risaliva ai giorni dell’indipendenza, nel 1960; la seconda a quelli del post golpe, nel 2000) è quindi scontato. La sua entrata in vigore è prevista per il 2020.

I suoi nuovi elementi chiave saranno: l’introduzione del ruolo di vice-presidente; l’istituzione del senato (nominato per un terzo dal presidente della Repubblica); e la modifica della controversa norma sulla ivorianità. Quest’ultima esigeva che non solo il candidato a divenire capo dello Stato dovesse avere cittadinanza ivoriana, ma anche entrambi i suoi genitori.

La norma, introdotta negli anni ’90 contro l’allora aspirante presidente della Repubblica Ouattara (di origine burkinabé), aveva ampiamente contribuito a gettare il paese in un ciclo d’instabilità, conclusosi solo nel 2011.

Ma se la ivorianità era stata, di fatto, già messa in soffitta con l’elezione (2010) e la rielezione (2015) di Ouattara, i temi per far scaldare gli animi non mancano.

La maggior parte dei detrattori del presidente critica un eccessivo rafforzamento del potere del governo. Affi N’Guessan, leader di Fpi (Fronte popolare ivoriano), il principale partito d’opposizione, si spinge fino a parlare di un “colpo di Stato costituzionale”. Numerose associazioni della società civile lamentano il poco tempo messo a disposizione dei cittadini per discutere le riforme.

Senza dubbio, Ouattara non sta perdendo tempo. Il progetto della nuova Costituzione è stato presentato pubblicamente in parlamento lo scorso 7 ottobre, è stato approvato l’11 e sarà oggetto di referendum da lì a tre settimane.

Perché tanta fretta? Ouattara vuole regolare i conti con il futuro al più presto possibile. Sul tavolo, c’è la questione della sua successione alle elezioni del 2020, quando sarà giunto al termine del suo secondo e ultimo mandato. Nessuna personalità è ancora emersa con chiarezza per sostituirlo. E la decisione di nominare un vice-presidente anche prima dell’entrata in vigore della nuova Costituzione nel 2020, indica la volontà di evitare sgraditi colpi di scena.