Africa / Economia
Al costante sviluppo economico del continente non è corrisposto un altrettanto consistente calo di povertà e disoccupazione. Un gap colmabile solo con lungimiranti politiche di inclusione sociale. E’ quanto evidenzia la Banca africana di sviluppo nel suo Rapporto annuale.

Fin dai primi anni del nostro secolo, l’Africa è stata protagonista di una brillante crescita economica, l’esperienza però suggerisce che il continente deve ancora affrontare due importanti sfide legate alla crescita. In primo luogo, è necessaria estrema cautela nel concludere che il percorso attuale sia realmente in grado di promuovere uno sviluppo sostenibile e inclusivo.

La seconda preoccupazione è rappresentata dall’elevato livello di disparità tra i tassi di crescita registrati e la riduzione della povertà in tutto il continente, che non ha consentito allo sviluppo economico di tradursi in livelli proporzionati di calo della povertà nella maggior parte dei paesi africani.

Questo uno dei punti chiave dell’ultimo Rapporto annuale sullo sviluppo africano realizzato dal dipartimento di ricerca della Banca africana di sviluppo (Afdb) e presentato lo scorso 26 luglio ad Abidjan.

L’elaborato studio ha rilevato che la sempre più diffusa diseguaglianza sta di fatto limitando sia la riduzione della crescita che quella della povertà in tutta l’Africa. Per questo, è indispensabile rendere la crescita futura più inclusiva attraverso politiche intelligenti, mirate a diversificarne le fonti per garantire i benefici a tutti i segmenti della società.

La relazione mette in evidenza anche le varie forme di disuguaglianza e di squilibrio che hanno impedito di trasformare la crescita del continente in prosperità per tutti gli africani. Tra queste, spiccano il divario di genere e quello fra lo sviluppo delle zone urbane e rurali, la sotto-occupazione dei giovani e la scarsa priorità riservata ai settori chiave per contribuire alla riduzione della povertà, come l’agricoltura, le industrie agroalimentari e quelle manifatturiere.

Gli analisti dell’Afdb rilevano inoltre che, malgrado un tasso di crescita annua del Prodotto interno lordo (Pil) pro-capite (passato nell’arco di tre lustri da un valore prossimo allo zero a quasi il 3%), i progressi dell’Africa sulla riduzione della povertà sono stati costantemente deludenti rispetto ad altre regioni in via di sviluppo come l’Asia meridionale e orientale. Infatti, nell’ultima decade, la crescita del Pil pro-capite dell’Africa ha generato solo la metà della riduzione della povertà rispetto a un paese asiatico.

Il report ha individuato un’altra criticità nel fatto che la recente crescita economica dell’Africa non è stata accompagnata da una vera e propria trasformazione strutturale. Di conseguenza, milioni di africani, in particolare giovani e donne, sono stati penalizzati da questa mancata trasformazione, che avrebbe condotto a un proporzionale aumento dei posti di lavoro e all’eliminazione di profonde sacche di disoccupazione.

Secondo gli analisti di Afdb, per superare quest’ultimo gap, l’Africa ha bisogno di adottare una nuova traiettoria di sviluppo che si concentri sulla effettiva trasformazione strutturale e sulla valorizzazione dei settori di esportazioni primarie.

Puntando su queste due priorità, l’Africa può guadagnare margine competitivo sui mercati internazionali e soddisfare le esigenze del mercato interno, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza alimentare.