Nuova denuncia
L’Esercito di resistenza del Signore, che fa capo a Joseph Kony e si muove tra Rd Congo, Repubblica Centrafricana e Sud Sudan, continua a reclutare bambini, a praticare stupri e a seminare insicurezza. Non bisogna abbassare la guardia, afferma Ban Ki-moon.

Un rapporto, firmato dal segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, predisposto per il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e presentato a New York il 6 giugno, documenta l’Esercito di resistenza del Signore (Lord’s Resistence Army, Lra), gruppo guerrigliero nato nel Nord Uganda e oggi operante in alcuni paesi dell’Africa centrale, «continua a essere uno dei peggiori artefici di crimini contro l’infanzia».

Il Rapporto evidenzia che, nel periodo luglio 2009-febbraio 2012, 591 ragazzini, di cui 269 bambine, sono stati sequestrati e reclutati con la forza dai guerriglieri dell’Lra soprattutto nella Repubblica democratica del Congo, ma anche nella Repubblica Centrafricana e nel Sud Sudan. Il gruppo, guidato da Joseph Kony (foto), ricercato dalla Corte penale internazionale, non è solo accusato di praticare stupri e di attaccare scuole e ospedali, ma anche di impedire l’arrivo degli aiuti umanitari alle vittime, causando così ulteriori vittime innocenti.

Il rapporto riporta il nome di numerose bambine rapite con forze dai guerriglieri e «usate come spose». Chi è riuscita a fuggire dalle mani dei rapitori, s’è poi vista stigmatizzata dalla sua comunità di origine per essere tornata con il figlio, frutto dello stupro.

Il numero dei bambini uccisi o mutilati dai membri dell’Lra sembra essere diminuito dal 2008 a oggi, presumibilmente a causa della presenza dei caschi blu e delle forze di sicurezza, ma soprattutto perché le comunità hanno imparato a difendersi e a fuggire all’avvicinarsi dei guerriglieri.

L’insicurezza suscitata dagli uomini dell’Lra ha spinto quasi mezzo milione di persone ad abbandonare le proprie terre in cerca di luoghi più sicuri, alimentando una vera crisi umanitaria. Il gruppo, pur potendo contare su un numero limitato di componenti (stimabile tra 200 e 500 militanti), agisce in un ampio territorio, a cavallo dell’Rd Congo, Repubblica Centrafricana e Sudan, più vasto dell’Italia.

Va ricordato che per quasi due decenni (1986-2004), l’Lra ha messo a ferro e fuoco vari distretti del Nord Uganda, causando la morte di migliaia di persone e centinanti di migliaia di sfollati. Da alcuni anni, le azioni del gruppo si sono spostate oltre le frontiere dell’Uganda.

Per Ban Ki-moon, l’attenzione internazionale al problema va mantenuta: «Crimini così gravi non possono restare impunti». Il segretario generale si dice contrario a leggi di amnistia che non consentano di portare i responsabili davanti alla giustizia. E sui principali capi dell’Lra pende un mandato di cattura spiccato dalla Corte penale internazionale. A metà maggio uno dei leader del gruppo, Caesar Acellam, è stato arrestato nella Repubblica Centrafricana.