Rd Congo, brutto clima
François-David Ekofo, cappellano della famiglia del presidente Joseph Kabila, avrebbe preso la via dell’esilio, rifugiandosi negli Stati Uniti. Aveva ricevuto minacce di morte dopo un sermone in cui chiedeva al presidente di lasciare il potere.

Costa caro manifestare il proprio dissenso alla politica del presidente Joseph Kabila. Si rischia anche se si è uno “di famiglia”. Risale a due giorni fa un comunicato della maggiore delle Chiese protestanti in Rd Congo, la Chiesa del Cristo in Congo (Ecc), nel quale si esprime preoccupazione sulla sorte del pastore François-David Ekofo (nella foto), introvabile da tre giorni, e si chiede alle autorità di fornire informazioni.

Il pastore ha acquisito una notorietà nazionale il 16 gennaio scorso a Kinshasa, in occasione di una celebrazione in memoria di Laurent Kabila, padre dell’attuale presidente, assassinato 17 anni fa. Nella sua predica ha chiesto a Kabila «di passare il testimone come in una corsa, in modo che tutto il paese ne tragga vantaggio». Queste parole, trasmesse in diretta televisiva, sono suonate come uno schiaffo agli orecchi dei sostenitori di Kabila.

Di fatto il pastore ha detto, in termini più diplomatici, ciò che il cardinale di Kinshasa, Laurent Monsengwo, aveva espresso il 2 gennaio, invitando «i mediocri» al potere «a farsi da parte» dopo esercito e polizia avevano sbarrato la strada a una manifestazione pacifica indetta il 31 dicembre dai cattolici del Comitato laico di coordinamento e ucciso almeno 12 persone. Il cardinale sottolineava che Kabila, il cui mandato presidenziale è terminato il 16 dicembre 2016, doveva lasciare il potere e rispettare l’Accordo di San Silvestro 2016 tra governo e opposizione, che prevede l’organizzazione di elezioni, precedute da una fase di transizione guidata da una figura super partes.

Subito dopo l’omelia, il pastore Ekofo ha vissuto in clandestinità, in quanto avrebbe subito minacce dai servizi di sicurezza: lo riporta il sito d’informazione 7sur7.cd. Il che è plausibile considerato che gli agenti dell’Agenzia nazionale di informazioni, stanno usando la mano pesante (arresti e intimidazioni) anche con il clero cattolico.

Secondo la Missione Onu in Congo (Monusco), David Ekofo si sarebbe imbarcato il 3 febbraio su un volo Onu per Kampala (Uganda) e da lì sarebbe partito per gli Stati Uniti. Ambienti vicini al pastore rilevano che il comunicato dell’Ecc è una mossa della gerarchia per prendere le distanze da Ekofo, evitando così possibili rappresaglie.