Emergenza Corno d’Africa
Un flusso enorme di persone continua a raggiungere il Kenya e i campi profughi di Dadaab, che ad oggi accolgono 420 mila persone. L’Unhcr tenta di diminuire gli arrivi intervenendo anche nelle regioni somale amministrate dal movimento islamista Al Shabaab. L’intervista a Bruno Geddo, responsabile dell’Unhcr per la Somalia

Sono 420.000 le persone in Somalia che hanno ricevuto finora i kit distribuiti dall’Alto Commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr). In particolare nelle regioni del Lower e Middle Juba, Gedo, Hiiraan, tutte zone colpite dalla carestia e amministrate dal movimento islamista somalo Al Shabaab. A dirlo è Bruno Geddo, responsabile per la Somalia dell’Unhcr, precisando che, ad ottobre, giungerà un nuovo carico di aiuti in favore della popolazione somala.

Grazie ad intese raggiunte con alcune organizzazioni non governative locali, l’Agenzia Onu, dopo anni di esclusione, è stata in grado di entrare in un territorio altrimenti inaccessibile, governato da Al Shabaab. “Per il momento, per ragioni di sicurezza, l’ufficio dell’Unhcr per la Somalia è basato in Kenya – spiega Geddo – L’anno prossimo mi trasferirò a Mogadiscio e vorrei essere uno dei primi a dare questo segnale importante”.

Un segnale che potrebbe influenzare positivamente i budget destinati agli aiuti per il paese, dato che l’impiego di intermediari per la distribuzione condiziona le scelte dei donatori, ancora indirizzate sul problema della sicurezza. “I meccanismi di coordinazione sono fortemente basati a Nairobi perché i donatori sono a Nairobi e non ci sono ambasciate attive a Mogadiscio – dice Geddo – Si spera che l’anno prossimo anche i meccanismi di coordinamento siano trasferiti a Mogadiscio”. Il budget finora destinato dall’Unhcr per l’emergenza ammonta a 22 milioni di dollari di bilancio ordinario, a cui si aggiungono 8 milioni stanziati in via straordinaria a giugno e 5 milioni che saranno richiesti per settembre.

Sono invece ben più importanti le risorse destinate all’Ufficio dell’Unhcr del Kenya: circa 200 milioni di dollari. A pesare sono i campi profughi di Dadaab che accolgono 420 mila persone. Grazie a due estensioni e la costruzione di un nuovo campo, complessivamente Dadaab riuscirà a ricevere, nel 4° trimestre del 2011, 540.000 rifugiati, a fronte di una capacità di 300.000 persone nel 2010.

Un impegno che rischia, tuttavia, di essere reso vano, dato che, ad oggi, 1300 persone, soprattutto donne e bambini, continuano a raggiungere ogni giorno il Kenya. Sarà la misura delle piogge e del raccolto di gennaio a svelare l’esito questa ennesima emergenza, solo allora potrà dirsi conclusa oppure no.

 

(In audio, l’intervista di Ismail Ali Farah a Bruno Geddo, responsabile dell’Unhcr per la Somalia)