IO NON SONO RAZZISTA MA – APRILE 2018
Marco Aime

Mentre scrivo queste righe, si è appena concluso lo spoglio delle schede elettorali, che ha fornito una immagine piuttosto chiara: l’Italia si è fortemente riscoperta di destra. Il tutto dopo una campagna elettorale segnata da violenze e da scarsi contenuti, e giocata solo “contro” e mai “per”, senza proposte, se non un diffuso odio verso gli stranieri. Una campagna in cui sono tornati a farsi vivi gli echi sinistri della questione razziale.

Ciò che fa riflettere è che dopo decenni di malgoverni – incapaci, nel migliore dei casi, se non sciagurati – che non sono stati in grado di affrontare in alcun modo le profonde trasformazioni economiche e sociali che hanno segnato la nostra epoca, sono i migranti a essere indicati come la causa di questa profonda e prolungata crisi. A loro sono da attribuire tutti i nostri mali.

Guai a chiedersi come mai la Svezia, che accoglie diciassette migranti ogni mille abitanti contro i tre dell’Italia, non è affatto malmessa… Dare la colpa a chi viene da fuori è una semplificazione assurda, favorita e agevolata dai media che lasciano totale libertà di parola ai politici, senza mai controbattere, almeno quando si parla di numeri. Si lascia dire che in Italia sono arrivati…117 milioni di stranieri! Il doppio degli italiani. Si continuano ad alzare le cifre relative al costo dei migranti, anche se Istat e Inps ci dicono che sono di più i soldi che incassiamo grazie agli stranieri di quanti ne spendiamo… Si continua a parlare di “invasione”; quando poi si vanno a vedere le cifre reali scopriamo che sono assai ridotte.

I migranti, e non solo in Italia, vengono utilizzati come capro espiatorio, per coprire i danni sempre maggiori di un sistema finanziario-capitalista che sta impoverendo l’intero pianeta. E sono un paravento per nascondere l’assoluto vuoto di progettualità politica.

Quando questa rubrica verrà pubblicata, forse si sarà già formato un nuovo governo. Voglio sperare che la deriva anti-immigrati e razzista non si traduca in politiche di esclusione. Mi auguro che, smorzati i toni, si ragioni su questo fenomeno epocale che non può essere affrontato a suon di slogan, ma richiede profonde riflessioni e progetti a lungo termine.

Stranieri
Gli stranieri che lavorano in Italia sono 2,4 milioni, producono il 9% del Pil, versano 11,5 miliardi di contributi previdenziali, grazie ai quali i conti dell’Inps sono in attivo. Sono dati riferiti al 2016 e pubblicati lo scorso ottobre, nel rapporto della Fondazione Moressa.