Il cielo sopra i Grandi Laghi

Nei campi di sfollati nella RD Congo orientale ho scattato centinaia e centinaia di foto. Ogni volta, dopo lo scatto, bambini, donne, uomini e anche anziani mi accerchiavano sorridenti e curiosi e mi chiedevano con un cenno degli occhi e delle mani di mostrar loro la foto appena realizzata. E seguivano risa, eccitazione, scene di giubilo e forte senso della sorpresa nel vedersi rappresentati sul display della camera.

Per loro, almeno questo è ciò che ho imparato nella mia esperienza personale, il momento della foto è un momento di festa e condivisione. Ma è anche e soprattutto un momento per rendersi conto di non essere soli e per far sentire la loro voce, raccontando, con le immagini, la loro storia e le loro condizioni di vita, la loro sofferenza ma anche la loro dignità e speranza nell’avvenire, i loro sentimenti, i loro usi e tradizioni.

Nei prossimi giorni, alcune di quelle foto, alcun di quelle storie, di quei volti e di quelle umanità raggiungeranno direttamente il centro di Roma e saranno proiettate in notturna sulla facciata di una delle chiese più celebri della Capitale, la Chiesa del Gesù, a pochi passi da Piazza Venezia e dall’Altare della Patria. Saranno proiettate assieme alle foto di altri fotografi che ritrarranno, oltre che storie di sfollati congolesi, anche il contesto di vita dei rifugiati siriani.

La proiezione rientra nell’ambito di un evento promosso dal Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) e da Art Works Project for Human Rights, intitolato “Santuario, Nutrimento”, e si terrà dal 18 al 20 giugno, a partire dalle ore 21, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, che si celebra il 20 giugno di ogni anno. In contemporanea, la proiezione si terrà anche a Beirut.

Quando mi sono state chieste queste foto non ci ho pensato su un attimo. E il perché è presto detto: proiettate sulla facciata della chiesa al centro di Roma, queste immagini si renderanno infatti disponibili agli occhi di migliaia di passanti di ogni nazionalità che, nel percorrere un tratto della loro vita quotidiana verso casa, verso un monumento o verso il ristorante dove incontrare gli amici, si ritroveranno, almeno per qualche secondo, negli angoli più remoti del Nord Kivu. E condivideranno le storie degli uomini, delle donne e dei bambini ritratti negli scatti, sgretolando la barriera della distanza geografica e trovandosi faccia a faccia con la vita quotidiana in uno degli angoli più disgraziati della terra, per via di una guerra senza fine.

Ripenserò, in quei momenti, a ogni singola persona ritratta nelle foto, certo della loro contentezza nel sapersi nel cuore di Roma, che per tutti loro resta la città del Papa. 

L’evento “Santuario, Nutrimento” ha come obiettivo quello di mostrare una visione olistica del valore umano dell’ospitalità nelle situazioni di avversità, che comprende cibo, riparo, tolleranza, educazione. Le foto, oltre a essere proiettate, saranno esposte dal 18 al 30 giugno all’interno della stessa Chiesa del Gesù.

 

Per maggiori dettagli sull’evento: https://www.facebook.com/events/530551210314973/

Nella galleria, alcune delle foto.

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