Ddl immigrazione: l’Italia si chiude dentro e lascia l’umanità fuori
Italia Migrazioni Pace e Diritti Politica e Società
Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge che comprende anche le disposizioni per attuare il Patto UE
Ddl immigrazione: l’Italia si chiude dentro e lascia l’umanità fuori
Vita impossibile per chi salva le persone in mare, stretta sui ricongiungimenti e anche sui minori stranieri non accompagnati
12 Febbraio 2026
Articolo di Elio Boscaini
Tempo di lettura 5 minuti
(Credits: Sandor Csudai)

Torna in mente quanto detto dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni due settimane dopo la tragedia di Cutro (febbraio 2023): «Il governo andrà a cercare gli scafisti lungo tutto il globo terracqueo». E sappiamo com’è andata.

Ed eccoci adesso a un altro disegno di legge anti-migranti (ma quanti sono questi ddl?) con nuove misure, le ennesime. La bozza di provvedimento comprende anche le disposizioni per l’attuazione del Patto UE sulla migrazione e l’asilo in via di adozione definitiva e prossimo a entrare in vigore a giugno.

Di blocchi navali e altre assurdità

Il Consiglio dei ministri ha varato ieri 11 febbraio il ddl migranti che dice nuova stretta sui ricongiungimenti, rimpatri e minori. All’articolo 12, si riaffaccia il famoso “blocco navale”, tanto caro alla nostra prima ministra, cui piaceva evocarlo anche quando occupava i banchi dell’opposizione:

«Nei casi di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale, l’attraversamento del limite delle acque territoriali può essere temporaneamente interdetto con delibera del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Interno». Amen. Il blocco è decretato per 30 giorni che si possono rinnovare per ben 6 volte (!).

Rischio terrorismo, pressione migratoria eccezionale, emergenze sanitarie ed eventi internazionali che richiedano misure di sicurezza: sono questi i quattro casi in cui l’interdizione diretta alle ONG, è applicabile. Criminalizzare chi porta soccorso… che altro significa?

Riaffiorano alla mente “i blocchi di salviniana memoria” (vero Conte 1?) declinati in circostanze troppo vaghe ed estese, che non possono non suscitare il sospetto di un margine di arbitrio troppo ampio lasciato all’esecutivo. Il Donald di Washington insegna?

Tutto ciò però appare incompatibile con il divieto di respingimento collettivo stabilito da convenzioni internazionali ed europee che l’Italia ha ratificato. I migranti potranno essere trasportati “in paesi terzi da quello di appartenenza o provenienza” con i quali l’Italia ha accordi. E rieccoci al “modello Albania”.

Ma poi potrebbe essere anche l’Egitto della tragedia di Giulio Regeni, la vicina Tunisia che tutto è ma non un paese… democratico. E ancora: con la promessa di qualche spicciolo, quanti altri paesi (africani in primis) potrebbero prestarsi al gioco del nostro paese?

Con le ONG 

Noi ci schieriamo decisamente dalla parte delle ONG che ogni giorno salvano vite in mare. Il nostro governo fa finta o lo fa di proposito di dimenticare completamente la legge del mare, quel complesso di norme internazionali, nazionali e consuetudinarie che impone l’obbligo assoluto del salvataggio in mare?

L’assistenza alle persone in pericolo è o non è un dovere giuridico inderogabile, indipendentemente dalla nazionalità, dallo status o dalle circostanze in cui si trovano?

Ricordiamo che il Codice della navigazione italiano (art. 489) prevede che «l’assistenza a nave o ad aeromobile in mare o in acque interne, i quali siano in pericolo di perdersi, è obbligatoria, in quanto possibile senza grave rischio della nave soccorritrice, del suo equipaggio e dei suoi passeggeri».

L’obbligo di soccorso poi non si esaurisce nel recupero delle persone, ma include il dovere di condurle in un “luogo sicuro” (place of safety), dove la loro vita non sia più in pericolo e i loro diritti fondamentali rispettati.

Per le ONG quindi dar seguito alle indicazioni del governo italiano significa tradiere la propria stessa missione umanitaria. Già mi vedo i contenziosi giuridici…a tanti livelli.

Senza nascondere il sospetto che il governo ci conti per motivi politici e dar fiato alla retorica dei nemici interni (magistratura e altri gruppi) che ostacolano il suo lavoro in difesa dei confini nazionali. Non siamo forse in campagna elettorale per il referendum sulle carriere dei giudici e tra un anno per le politiche?

E qui il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi si fa maestro nei confronti dei disobbedienti criminalizzati: multe fino a 50mila euro, confisca del mezzo e… cosucce che abbiamo già visto.

Le norme sui minori stranieri non accompagnati 

Un altro segnale del degrado morale in cui stiamo piombando come Italia (ed Europa) è il «trattenimento del minore straniero non accompagnato», previsto per «circostanze eccezionali»; la stretta sul rilascio di permessi di soggiorno ai migranti che si stanno inserendo nel mondo socio-lavorativo e sui ricongiungimenti famigliari.

Si fanno più stringenti i requisiti sul reddito e per avere un alloggio, escludendo i figli maggiorenni e i genitori. Siamo alle solite: il governo Meloni continua a cantare che sta dalla parte della famiglia, ma se… italiana!

Il ddl introduce anche una serie di reati per cui i giudici hanno l’obbligo di espellere i migranti: intimidazioni con armi da fuoco; furto; violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale aggravata (meglio tenersi lontani dalle manifestazioni di piazza); reati informatici…

CPR: un passo avanti e due indietro 

Su spinta della Corte costituzionale, viene introdotta, per la prima volta, una disciplina per i modi di detenzione nei CPR (Centri di permanenza per i rimpatri, strutture di detenzione amministrativa dove vengono trattenuti cittadini stranieri irregolari destinati all’espulsione, non avendo commesso un reato penale ma un illecito amministrativo… spesso criticati per le disumane condizioni di vita e la bassa efficacia nei rimpatri).

All’interno delle strutture «sono assicurati i diritti fondamentali e la dignità della persona connaturati alla privazione della libertà personale», dice il ddl. Se vero, sarebbe già un gran passo avanti.

Tra le misure previste: il divieto di avere cellulari o fare riprese nei centri di detenzione e la forte limitazione alle visite degli assistenti parlamentari (dovranno essere «incardinati» nell’ufficio, escludendo così professionisti legali e sanitari necessari ad accertare le violazioni dei diritti).

La famosa “norma Almastri” sulla consegna di uno straniero allo stato di appartenenza in caso di «pericolo per la sicurezza nazionale» o «compromissione delle relazioni internazionali» è finalmente saltata.

Il governo ne faceva un “atto politico” quindi insindacabile dai giudici, mentre il presidente della repubblica Sergio Mattarella aveva già messo in guardia sui possibili contrasti con i trattati internazionali.   

Mi torna in mente la canzone di Marco Mengoni Esseri umani che ripete:

“Credo negli esseri umani… Che hanno coraggio, coraggio di essere umani… E ti ricordo che non siamo soli a combattere questa realtà… L’amore, amore, amore, ha vinto, vince, vincerà…”

Copyright © Nigrizia - Per la riproduzione integrale o parziale di questo articolo contattare previamente la redazione: redazione@nigrizia.it
Africae 2026