“Solo una legge giusta può dare più sicurezza”: è il titolo dll’appello delle associazioni cattoliche
Le associazioni cattoliche hanno lanciato un appello alle forze politiche per una modifica del testo del pacchetto sicurezza. Ma all’incontro previsto a palazzo Madama il Pdl non si è nemmeno presentato.

 

Nessun deputato del Popolo della Libertà era presente, ieri, all’incontro a palazzo Madama, chiesto da Acli, Caritas, Centro Astalli, Fondazione Migrantes, comunità Papa Giovanni XXIII e di Sant’Egidio con i membri della Commissione affari costituzionali e i capigruppo alla Camera per discutere alcune modifiche al Ddl Sicurezza in tema di immigrazione.

I responsabili delle sei organizzazioni cattoliche avevano inoltrato nei giorni scorsi a tutti i parlamentari un appello in sei punti, dal titolo “Solo una legge giusta può dare più sicurezza”, ne quale si chiede di modificare il testo del Disegno di legge sulla sicurezza approvato dal Senato il 3 febbraio scorso, prima del voto decisivo alla Camera. All’incontro di mercoledì pomeriggio, però, si sono presentati solo alcuni esponenti dell’opposizione di governo. “Questo ci dispiace – commenta Francesco Marsico, vice-presidente di Caritas Italiana – perché crediamo che il diritto alla famiglia, alla salute, ai diritti fondamentali della persona non dovrebbero avere nessun colore politico, mentre invece l’assenza dei rappresentanti della maggioranza segnala la mancanza di volontà di dialogo”. “La presenza di esponenti dell’opposizione – prosegue Marsico – ci dà speranza che una riflessione pregiudiziale si sviluppi in Parlamento, anche se certo non ci rassicura sull’esito dell’iter della legge che sarà probabilmente approvata così com’è”.

Le modifiche chieste dalle organizzazioni cattoliche si riferiscono in particolare a “questioni riguardanti aspetti fondamentali della vita degli immigrati, tra cui il matrimonio, le cure mediche, la residenza, la ‘tassa’ sui permessi di soggiorno, il reato di clandestinità e il prolungamento della permanenza nei Centri di identificazione ed espulsione da due a sei mesi”, norma questa che dopo la bocciatura in Senato è stata stralciata e fatta rientrare nel ‘Decreto legge in materia di pubblica sicurezza e contrasto alla violenza sessuale’, varato il 20 febbraio scorso.

Dietro all’approvazione di queste norme il vice-ditrettore della Caritas vede un disegno preciso per “mettere più ostacoli possibili” al percorso di inserimento e di vita degli immigrati nel nostro paese”, un meccanismo volto a disincentivarne il soggiorno sul territorio. E poi c’è l’informazione, che dev’essere più trasparente e precisa sui contenuti reali di questa normativa. “La cosa che più ci spaventa – conclude Marsico – non è solo che ci sia una brutta legge che passa, ma che su questo si crei un ‘effetto polverone’, lasciando passare l’idea che queste siano norme che proteggono effettivamente la sicurezza dei cittadini, mentre in questo modo si ingenerano paure e false speranze, e soprattutto si rischia di violare i diritti delle persone”.

Dal Focus di Afriradio, ascolta l’intervista con il vice presidente della Caritas, Francesco Marsico