Le debacle di Camerun e Nigeria nella corsa al Mondiale - Nigrizia
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Dopo la storica qualificazione di Capo Verde, dalle selezioni africane per l’accesso alla Coppa del Mondo 2026 un’altra sorpresa è arrivata con l’esclusione dei Leoni Indomabili e delle Super Aquile
Le debacle di Camerun e Nigeria nella corsa al Mondiale
Le due nazionali, tra le più prestigiose d’Africa, avrebbero avuto il potenziale per qualificarsi, ma interessi personali e lotte di potere hanno impedito loro di esprimere fino in fondo il proprio valore
18 Novembre 2025
Articolo di Alex Čizmić
Tempo di lettura 4 minuti

Otto Coppe d’Africa in bacheca e undici partecipazioni ai Mondiali: Camerun e Nigeria sono tra le nazionali più prestigiose d’Africa, ma dalla sera di domenica 16 novembre condividono anche una macchia indelebile: il fallimento nella qualificazione all’edizione inaugurale della Coppa del Mondo a 48 squadre.

Con nove posti garantiti – più uno ulteriore da conquistare tramite gli spareggi intercontinentali di marzo – mai l’Africa aveva avuto così tanto spazio nel torneo iridato. Eppure né i Leoni Indomabili, né le Super Aquile sono riusciti a centrare l’obiettivo.

La parabola negativa della Nigeria

Per la Nigeria il bilancio è persino più negativo: è il secondo tentativo consecutivo andato a vuoto dopo Qatar 2022. Se quattro anni fa a eliminarla era stata un’altra potenza continentale come il Ghana, questa volta gli uomini di Eric Chelle possono recriminare solo con sé stessi per non aver conquistato il primo posto nel girone davanti al Sudafrica.

I due pareggi contro lo Zimbabwe, ultimo in classifica, e quello casalingo contro il modesto Lesotho hanno pesato come macigni. Anche l’accesso ai playoff è arrivato a fatica: solo un cambio del regolamento in corsa e un gol al 94’ di Frank Onyeka contro il Benin hanno consentito alla Nigeria di agguantare il quarto e ultimo posto utile per le sfide di Rabat.

E in Marocco sono emerse tutte le crepe. La vittoria sofferta ai supplementari contro il Gabon in semifinale, arrivata con un fuorviante 4-1, e la successiva sconfitta ai rigori in finale contro la Repubblica democratica del Congo hanno certificato un percorso malandato, concluso nel modo più prevedibile.

Una debacle inspiegabile solo in apparenza, considerando il talento a disposizione di un paese da oltre 240 milioni di abitanti che può contare sugli ultimi due Palloni d’Oro africani: Victor Osimhen, ex centravanti del Napoli, e Ademola Lookman, attaccante dell’Atalanta. La risposta, purtroppo, si trova fuori dal campo.

In Nigeria sembra impossibile lavorare con serenità. Anche questa volta, come accade spesso alla vigilia di partite o tornei importanti, i calciatori hanno boicottato un allenamento per reclamare premi arretrati: secondo i media locali, risalirebbero addirittura al 2019. Il problema è stato risolto rapidamente, come altre volte in passato dopo una protesta pubblica, ma la preparazione delle gare ne è inevitabilmente uscita compromessa.

Camerun: guerra aperta tra ministero e federazione 

Situazione simile nel vicino Camerun, dove è in corso una guerra aperta tra il ministero dello Sport e la federazione, iniziata con la nomina di Samuel Eto’o alla presidenza di quest’ultima. Al ministero, espressione diretta dell’ottuagenario Paul Biya, non è mai piaciuta l’autonomia e l’esuberanza dell’ex stella dell’Inter, e in più occasioni sono stati messi ostacoli al suo operato.

Eto’o, però, non è privo di ombre: è stato coinvolto in vari scandali di corruzione, tra cui una combine di partite per favorire la promozione del Victoria United, squadra di un suo amico, e il presunto arricchimento illecito tramite l’organizzazione di amichevoli negli Stati Uniti.

Il punto di frizione più evidente riguarda la nomina, imposta dal governo, del ct belga Marc Brys, protagonista di ripetuti scontri con Eto’o. In un’occasione Brys convocò la squadra a Yaounde, mentre la federazione la richiamò a Douala.

Prima della semifinale di questi spareggi contro la Rd Congo, l’annuncio dei convocati è stato addirittura posticipato: la federazione pretendeva che Brys si presentasse nella capitale camerunense per diramare la lista in conferenza stampa, ma il tecnico si è rifiutato ed è volato direttamente in Marocco, sede delle partite.

Non solo: alla vigilia della gara era circolata anche la voce sui media locali che Brys non credesse realmente nella possibilità di vincere gli spareggi e che avesse già raggiunto un accordo con una squadra dell’Arabia Saudita, dove aveva trascorso alcuni giorni prima del raduno di Rabat.

Ed è così che sia il Camerun che la Nigeria hanno sprecato la possibilità di partecipare alla Coppa del Mondo che si terrà l’anno prossimo negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. Entrambe avrebbero avuto il potenziale per seguire la scia del Marocco, capace di raggiungere le semifinali nel 2022, ma finché a prevalere saranno interessi personali e lotte di potere, né una né l’altra potranno mai esprimere fino in fondo il proprio valore.

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