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Cinema / Intervista a Giovanni C. Lorusso
Sacro incontro
Nel suo ultimo lavoro, il cineasta sardo racconta la storia di un netturbino maliano di Serekunda in Gambia, del suo legame con una bambina e con la dimensione spirituale della vita. Un film che scaturisce da un incrocio fortuito, dall’ignoto in cui si getta il regista prima di ogni sua opera
15 Aprile 2026
Articolo di Giuseppe Gariazzo
Tempo di lettura 1 minuti
Mohamed Keita e Yama, che nel film è la figlia e che nella realtà è stata in un certo qual modo adottata dal protagonista

Questo articolo è uscito nella sezione “Afroculture” del numero di Nigrizia di aprile 2026.

È un autore “apolide” Giovanni C. Lorusso. Regista, fotografo, direttore della fotografia, con una formazione letteraria e filosofica, ha viaggiato nel mondo per scoprire realtà sconosciute e vivere a contatto con persone e luoghi. Dall’interno, con sguardo orizzontale, Lorusso racconta e restituisce a questi mondi attraverso opere ibride nelle quali documentario e finzione si sovrappongono. […]
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