DITTATORI, UN FUMETTO VI SEPPELLIRA' – DOSSIER NOVEMBRE 2018

L’autore e una sua stretta collaboratrice ci guidano attraverso questo racconto a fumetti.

Dicono che la tensione erotica del potere è superiore perfino a quella sessuale, dicono che una volta assaggiato il potere è difficile rinunciarvi… E se al potere politico, già di per sé infinitamente potente, aggiungi quello economico, purtroppo tanto legato al primo, allora abbiamo anche la seconda chiave (di accesso n.d.r.).

Talvolta si può aggiungere quel “messianesimo” che porta alcuni a credersi gli eletti per la guida di un popolo… 3 piste, 3 chiavi, 3 aspetti che da soli, semplicemente, definiscono la maggioranza dei dittatori.

Le malelingue raccontano che durante un incontro di capi di stato africani, il dittatore A confida al dittatore B la sua preoccupazione circa la pressione esercitata da americani ed europei affinché nel suo paese ci siano elezioni democratiche.

Il dittatore B gli risponde di non preoccuparsi dato che è molto facile accontentare gli occidentali: aggiungi la parola “democrazia” nel nome del tuo partito e organizza elezioni che sai di poter vincere con facilità. Loro se la bevono e tu mantieni il potere.
Così sono i nuovi dittatori.
Come disse il grande creatore di Don Chisciotte, pensiamo che la peggiore pazzia sia vedere il mondo come è e non come dovrebbe essere.

Leggi e guarda questo dossier e gli altri articoli di approfondimento e analisi del numero di novembre. Abbonati alla rivista mensile, cartacea e digitale!

Le tavole:

1) Gli scarafaggi dominano il potere e la situazione. Possiedono i mezzi di comunicazione, il potere economico e quello politico. La nostra realtà si muove tra le ombre e non ci lasciano neppure pensare a noi stessi.

2) Il messaggio politico è assolutamente irrilevante e privo di qualsiasi consistenza: pace, libertà, giustizia, solidarietà… parole che attraverso i loro megafoni perdono il senso della lotta per un mondo più giusto. Voglio chiedere qualcosa, obiettare qualcosa… nessuno mi ascolta.

 

3) Luoghi sordidi per chi ha osato dissentire, luoghi dove non arriva la luce del sole né la speranza del domani. Luoghi dove parole come tortura raggiungono il significato più vero e reale. Luoghi di cui neppure potremmo immaginare l’esistenza. Per non finirci bisogna comportarsi come un gregge addomesticato che non ha pensiero autonomo. Bisogna votare per gli scarafaggi? Bene, lo faremo.

4) Le elezioni sono avallate dagli osservatori internazionali, naturalmente quelli che lo stesso sistema di potere permette che vengano a osservare: vuoi forse venire tu? Ma tu chi credi di essere?

5) Ad un certo punto ci sono falle nel sistema. Tutte le grandi società hanno spiragli di speranza… fallimenti o squilibri che possono dar vita a un cambiamento. E se una delle pedine avesse cuore? Se avesse cervello? Potrebbe provare compassione, pensare con la sua testa, pensare diverso…

6) E se ho cuore sento dolore, mi pesano le ingiustizie e voglio credere che possiamo organizzare meglio il nostro mondo perché tutti si viva meglio. E se ho cervello penso, e penso diverso perché ogni essere umano ha diritto a essere diverso, a essere unico. Ognuno di noi ha diritto di pensare che si possa creare un mondo migliore.