GIUFA’ – maggio 2011
Gad Lerner

Sarà che accadeva proprio nei giorni precedenti la Pasqua ebraica, che celebra la liberazione dalla schiavitù in Egitto. Ma ho provato uno speciale fastidio a sentir adoperare con insistenza, da parte di alcuni ministri italiani, l’espressione “Esodo biblico”. Purtroppo, non ci sono dubbi: questi signori adoperavano il riferimento all’Esodo in termini negativi, come se si trattasse di una minaccia. «Stiamo attenti, perché, se i popoli arabi si liberassero davvero dalla schiavitù, per noi sarebbe una disgrazia», intendevano dire. «Che disgrazia per noi, se sciogliessero le catene, dando vita a un Esodo biblico!».

La Bibbia non è mai stata il loro forte, anche se amano esibire un’appartenenza cristiana. Ignorano, i poveretti, che non solo per il popolo ebraico, ma per tutti i popoli della terra, l’Esodo è un evento meraviglioso da ricordare e da celebrare. Ma questa inconsapevolezza dei governanti italiani è di per sé rivelatrice, significativa: li contrassegna per quelli che sono stati e continuano a essere, cioè dei difensori dei faraoni. Rimpiangono i tiranni già caduti in Nord Africa, con cui facevano ottimi affari, e tremano all’idea che popoli nostri vicini, ma troppo poveri, acquistino la libertà. Come i faraoni, anche loro preferiscono saperli oppressi.

Il rovesciamento inconsapevole della nozione di Esodo biblico, da positivo a negativo, da essi operato, non ne fa però solo dei bestemmiatori. Segnala pure l’anacronismo di una classe dirigente andata nel panico per meno di 30mila tunisini che hanno attraversato il mare. Mai prima d’ora i cittadini italiani avevano potuto costatare così nettamente l’inadeguatezza delle pratiche leghiste a fronteggiare sommovimenti epocali.

C’è l’inadeguatezza morale segnalata dal cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano («Perché tanti vivono arricchendosi sulle spalle dei paesi poveri, ma poi rifiutano l’accoglienza? »). C’è anche, però, l’inadeguatezza pratica di chi non sa vivere la rivoluzione araba in corso come un’opportunità per la nostra penisola mediterranea.