Genova / Sereno asilo

Fiducia e responsabilità sono le chiavi di volta del centro dell’Opera don Orione che si fa carico di 24 ospiti, in gran parte africani. Prioritari lo studio dell’italiano e la ricerca di un lavoro.

Al centro di accoglienza straordinaria degli orionini (Opera don Orione) di via Pasquale Berghini 250, a Genova, si respira un’aria familiare, serena. Sarà che la maggior parte degli operatori che vi lavorano sono stati anche loro richiedenti asilo in passato. O sarà che il numero dei migranti ospitati non è molto elevato. Rimane il fatto che conversando con ospiti, operatori e responsabili è difficile percepire la tensione che ci si aspetterebbe di trovare tra persone con storie di vita così difficili e drammatiche.

Stefano Ghinatti, il coordinatore dei centri orionini che si occupano di richiedenti asilo e rifugiati nel capoluogo ligure, ce lo spiega così: «Noi siamo il centro più “estremista” sotto il profilo del coinvolgimento e della responsabilizzazione delle persone: gli ospiti hanno la netta percezione che venga data loro molta più libertà che altrove e devono meritarsela costantemente». In altre parole: «Tra i centri collettivi non ce n’è uno così di manica larga e questo comporta un controllo più defilato e discreto». Stefano sottolinea che questa impostazione, che cerca anche di dare sempre un’altra possibilità a chi commette degli errori, ha portato ad avere in due anni e mezzo un solo episodio di violenza.

L’accoglienza di richiedenti asilo non è l’attività per cui sono più conosciuti gli orionini, da sempre al servizio di anziani, di persone diversamente abili e di ammalati. Ma già il fondatore dell’istituto, don Luigi Orione (1872-1940), non aveva escluso alcun tipo di impegno a priori, quando affermava che «la porta del piccolo cottolengo non domanda a chi entra se abbia un nome, ma soltanto se abbia un dolore». Don Alessandro D’Acunto, responsabile dell’Opera don Orione a Genova, ribadisce: «Il nostro fondatore ci ha chiesto di essere aperti a tutte le esigenze del momento». E così gli orionini hanno deciso di… Per proseguire la lettura vai alla sezione abbonamenti


GUARDA SUL CANALE NIGRIZIA MULTIMEDIA LE INTERVISTE A:

Stefano Ghinatti,coordinatore dei centri orionini per richiedenti asilo e rifugiati in Liguria

Fraidoon Ahmed, mediatore culturale

Simona Modica, presidente della cooperativa Dono onlus, responsabile del centro

Copyright 2021 © Nigrizia - Tutti i diritti sono riservati